Università degli Studi di Bologna

 

Dipartimento di colture arboree

40126 - Bologna - Via Filippo Re, 6

Tel. (051) 351490 - Fax (051) 351500


Direttore

Sansavini Silviero; fino al 31/10/98

Bagnaresi Umberto; dal 1/11/98


Segretario amministrativo

Francescon Nadia

L'attività di ricerca del Dipartimento, convenzionata con i principali enti committenti italiani (MURST, CNR, ENEA, MIRAAF, Regioni) ed europei (UE), è indirizzata molto sinteticamente alle seguenti aree:

- fisiologia della crescita vegetativa e della fruttificazione delle piante arboree coltivate: tecniche di controllo con fitoregolatori, interventi agronomico- colturali e genetici; biologia fiorale e fertilità;

- ecofisiologia: microclima, scambi gassosi, fotosintesi;

- ricerche sull'allevamento, la potatura, il diradamento e la raccolta dei frutti e dell'uva; meccanizzazione della potatura e della raccolta; trattamenti del suolo (lavorazione, pacciamatura, diserbo, inerbimento e incoltura); influenza dell'acqua sulle piante, stress idrico e tecniche di irrigazione;

- tecniche e modelli d'impianto e densità di piantagione nei fruttiferi e nella vite, tecniche di protezione nei frutteti, nei vigneti e nei boschi;

- rizogenesi, propagazione e colture in vitro; portinnesti e tecniche vivaistiche, biotecnologie finalizzate alla selezione e al breeding;

- selezione clonale e miglioramento genetico nelle specie arboree da frutto, da legno e ornamentali;

- tecnologie avanzate per l'analisi fenotipica e genetico-molecolare di specie da frutto;

- tecnoligie del DNA ricoenzimante e ottenimento di piante transgeniche;

- biomasse e consumi energetici delle colture legnose da frutto e da legno;

- pomologia e ampelografia; tassonomia delle specie ornamentali, studio delle popolazioni di specie forestali;

- progettazione di parchi e giardini, programmazione di fitoinsediamenti territoriali, gestione e difesa del patrimonio selvicolturale e paesaggistico; rapporti tra bosco, pascolo e territorio;

- ricerche storiche sull'arboricoltura da frutto e da legno.

Per quanto attiene le strutture operative il Dipartimento dispone: 1) di una biblioteca dotata di circa 7.455 volumi, 500 riviste specializzate di cui 146 in corso e annali delle principali istituzioni di ricerca europee ed americane; 2) di un servizio di analisi statistica con un centro di calcolo ad uso dottorandi, borsisti e studenti tesisti; 3) di otto laboratori, tre dei quali (presso la sede) attrezzati per analisi chimico-fisiche, microscopia ottica, biometria-tecnologia e cinque (a Cadriano) per: a) fisiologia, biochimica ed analisi ormonali, b) uso ed estrazione di sostanze marcate, c) micropropagazione e colture dei tessuti, d) miglioramento genetico, e) valutazione frutti freschi e trasformati; 4) tre serre riscaldate, varie screen-houses e bancali di radicazione.

CENTRO DI MIGLIORAMENTO VARIETALE IN FRUTTICOLTURA

Il Centro di miglioramento varietale in frutticoltura si occupa prevalentemente dello studio del patrimonio varietale e dei portinnesti con particolare riferimento alle caratteristiche bio-agronomiche, pomologiche e tecnologiche delle colture. Opera il miglioramento genetico (trattamenti mutageni, incroci e ibridazioni, selezione clonale, selezione precoce assistita, biotecnologie cellulari per lo studio dei polimorfismi enzimatici e molecolari, marcatori molecolari associati a caratteri di resistenza a malattie, trasferimento di geni con vettori plasmidici e biolistici) e provvede all'istituzione di collezioni-catalogo di fruttiferi; alla conservazione in ambiente protetto (repositorio) idoneo per centri di moltiplicazione e successiva certificazione del materiale vivaistico; all'inventario, difesa e mantenimento del germoplasma frutticolo, variabilità genetica, materiale micropropagato. Svolge inoltre ricerche sull'adattabilità all'ambiente ed alla coltura industriale del materiale genetico acquisito dall'attività di miglioramento genetico e introdotto dall'estero, sulla trasformazione industriale del prodotto infine sulla variabilità fenotipica, e stabilità genetica delle piante micropropagate.

Collabora con il progetto nazionale del MIRAAF e con quello della Regione Emilia-Romagna per la valutazione e l'orientamento delle «liste varietali» dei fruttiferi da utilizzare nei nuovi impianti.

A livello internazionale partecipa a gruppi di lavoro sul fruit breeding (dell'ambito della rete Eufrin) e a progetti di ricerca europea nel campo della genetica e biotecnologie applicate alle piante da frutto.

CENTRO DI STUDIO SULLA PRODUZIONE DI BIOMASSA
DA COLTURE DA LEGNO, PER L'AMBIENTE E LE FORESTE

Il "Centro di Studio per la produzione di biomassa da colture legnose, per l'ambiente e le foreste", è attivo in ricerche sulla produzione di biomassa proveniente da colture forestali e colture specializzate arboree e sui relativi bilanci energetici, sullo studio degli ecosistemi forestali delle Alpi e dell'Appennino, sulla pianificazione delle risorse forestali e montane.

Particolare importanza in questi ultimi anni hanno assunto gli studi sull'impatto del turismo delle foreste, sul recupero di aree argillose dissestate e sulla dinamica della vegetazione nei terreni agricoli abbandonati.

CENTRO DI RICERCA PER LE PIANTE ORNAMENTALI

Il centro di ricerca per le piante ornamentali (inserito nell'elenco dei Centri di studio e di ricerca attivi nell'ambito dell'Ateneo con Decreto Rettorale del 24/06/80) è organizzato in tre settori: produzione, vivaismo ed utilizzazione. Vengono pertanto condotti studi sull'aggiornamento e sulla razionalizzazione delle tecniche di coltivazione con particolare riguardo alla nutrizione, alla dotazione idrica, alla scelta dei substrati e dei contenitori e all'utilizzo di brachizzanti su piante da fiore reciso, da interno e da esterno. Altre ricerche vertono sulle tecniche di propagazione in vivo e in vitro con particolare riferimento all'ambientamento in serra delle plantule e al riaccorciamento dei cicli durante la loro permanenza in contenitori aleveolari. Le cultivar vengono successivamente valutate a livello biologico, fenologico ed estetico durante la coltivazione, nella fase di post-commercializzazione sono testate anche ai fini dell'adattabilità a nuove condizioni climatiche. Infine le piante vengono saggiate in base al loro impiego nel giardinaggio, nel paesaggio, per il recupero ambientale e all'individuazione di usi non tradizionali.


PROFESSORI FUORI RUOLO

Baldini Enrico; - di Arboricoltura generale; fino al 1 dic. 97.


PROFESSORI ORDINARI E STRAORDINARI

Bagnaresi Umberto; - di Selvicoltura.

Chiusoli Alessandro; - di Paesaggistica, parchi e giardini.

Costa Guglielmo; - di Arboricoltura generale.

Intrieri Cesare; - di Viticoltura.

Marangoni Bruno; - di Coltivazioni arboree.

Sansavini Silviero; - di Frutticoltura.


PROFESSORI ASSOCIATI, CONFERMATI E NON CONFERMATI

Bazzocchi Raffaele; - di Colture protette.

Corelli Grappadelli Luca; - di Frutticoltura tropicale e sub tropicale.

Masia Andrea; - di Arboricoltura speciale.

Tagliavini Massimo; - di Ecosistemi produttivi; dal 1 gen. 98.


RICERCATORI, CONFERMATI E NON CONFERMATI

Giorgioni Maria Eva.

Magnanini Eugenio.

Marino Grazia.

Minotta Gianfranco.

Poni Stefano.

 


ASSISTENTI

Grandi Marco.


PERSONALE TECNICO - AMMINISTRATIVO

Berardi Gabriella; Assistente tecnico.

Cabrini Lucia; Agente tecnico.

Cazzara Verena; Conducente.

Cecchi Cristina; Operatore amministrativo.

Colucci Emilia; Agente tecnico.

Correale Riccardo; Operatore tecnico.

Del Sorbo Tiziana; Agente amministrativo.

Francescon Nadia; Funzionario contabile.

Gaddoni Marco; Operatore tecnico.

Giannotti Roberta; Assistente biblioteca.

Giorgi Anna Maria Caterina; Assistente biblioteca.

Guccini Mirco; Operatore tecnico.

Lugli Stefano; Assistente tecnico.

Masetti Loriana; Operatore amministrativo.

Muzzi Enrico; Funzionario tecnico.

Roffi Fabrizio; Assistente tecnico.