Università degli Studi di Bologna

 

ALTRI AVVENIMENTI

Primo Centenario dell'Istituto Ortopedico Rizzoli

L'Istituto è nei libri di storia della medicina. Inaugurato il 28 giugno 1896 da Re Umberto I e dalla Regina Margherita, è stato tra le due guerre tra i migliori ospedali ortopedici del mondo per dimensioni, attrezzature, organizzazione, ricerca e didattica. Questa meritata fama si deve soprattutto a Vittorio Putti, lo scienziato bolognese più famoso ed onorato in questo secolo dopo Guglielmo Marconi. Nel 1973 il chairman della Mayo Clinic di Rochester (Minnesota) ebbe a dire "quando in Europa esistevano ospedali famosi come l'Istituto Rizzoli e maestri come Putti, noi eravamo ancora all'età della pietra".

L'Ospedale, ispirato, secondo le volontà testamentarie di Francesco Rizzoli al "progresso della scienza", al "bene dell'umanità" e al "patrio decoro", è inserito in un complesso monumentale monastico di straordinario valore artistico che ospita opere d'arte di oltre quattro secoli: dal Chiostro dei Carracci alla Sala Vasari, dalla superba Biblioteca affrescata da Canuti all'antica chiesa di San Michele in Bosco. Dal 1981 il Rizzoli è diventato "Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico", si è arricchito del centro di Ricerca Codivilla-Putti e continua a mantenere una posizione di grande prestigio internazionale sia a livello assistenziale che di ricerca e didattica.

Delle celebrazioni del suo I centenario gli organizzatori hanno inteso fare non solo un momento di rievocazione storica, che non manca, ma soprattutto un momento di informazione critica sulle linee di eccellenza dell'attuale ricerca clinico-chirurgica e laboratoristica anche in campo pionieristico.

 

I SENSI DEL MONDO

Esperimenti sui nostri sensi e su quelli dei nostri dissimili

15 feb.-18 mag. 1997

Museo di Zoologia, via Selmi 3

La mostra è ideata e realizzata da Scienza o magia?, il marchio per la diffusione della cultura scientifica che da oltre 10 anni coordina le attività dell'Amministrazione comunale di Bologna, dell'Ateneo, della Fondazione Marconi e dell'Associazione commercianti della provincia di Bologna, ed è prodotta congiuntamente all'Istituto e Museo della Storia della Scienza di Firenze che l'allestirà a Firenze nel 1998. Si tratta di una mostra-laboratorio che si prefigge di offrire al mondo della scuola e al pubblico delle famiglie nei week-end un ricco programma di esperienze dirette per scoprire l'ampiezza e la ricchezza dell'universo percettivo umano e di molte altre specie animali.

L'esposizione, completamente interattiva sul modello della museografia hands-on di matrice anglosassone, ormai affermatasi in tutto il mondo, adotta una metodologia di comunicazione che privilegia il coinvolgimento diretto del visitatore attraverso il fare - piuttosto della passiva lettura di testi e pannelli. I partecipanti avranno l'opportunità di scoprire la ricchezza dell'universo percettivo di altre specie animali, attraverso esempi più o meno curiosi che consentiranno di vivere in prima persona l'esperienza sesnsoriale di diverse specie animali, simulandone l'apparato sensoriale. Tutto questo grazie a ventisei dispositivi interattivi, gli exibit, oggetti concettuali appositamente progettati e costruiti per far toccare, stimolare interessi, suscitare curiosità, dubbi e desiderio di sapere di più.

Un programma di animazione al computer consentirà ad esempio, di immedesimarsi nella lotta di sopravvivenza di una cozza o di una sardina; speciali visori consentiranno di vedere come un coccodrillo o un piccione; un dispositivo simulerà l'individuazione del cibo da parte di un serpente notturno grazie al calore emesso dalla piccola preda; sarà presentato un immaginario ibrido uomo-libellula che, per mantenere il potere di risoluzione umano con occhi composti di un insetto, dovrebbe avere occhi enormi; così pure si potranno fare esperienze sull'ecolocalizzazione (lo strumento sensoriale principale del pipistrello), sull'orientamento in base alla polarizzazione della luce (le api), sul campo magnetico terrestre o sulle variazioni ambientali del campo elettromagnetico. Universi percettivi invisibili all'occhio umano, ma non per questo meno suggestivi.

La scelta del museo universitario come sede della mostra si inserisce in una strategia di valorizzazione e potenziamento del sistema museale bolognese che vede, accanto ai musei di arte e di storia, la straordinaria punta di eccellenza delle collezioni scientifiche dell'Università, scaturite dal settecentesco Istituto delle Scienze. La realizzazione de I sensi del mondo rappresenta, dunque, una prima tappa di un progetto di più ampio respiro che, con l'occasione del 2000, anno in cui Bologna sarà Città Europea della Cultura, intende presentare una città che offra sul piano culturale la varietà e la ricchezza di opportunità che caratterizza le maggiori capitali culturali europee.

In tale ottica si inseriscono gli eventi collaterali della mostra. Durante la settimana, infatti, sono previsti laboratori, condotti da personale qualificato, sulla percezione umana ed animale che consentono di verificare l'ampiezza del proprio universo percettivo e di confrontarlo con quello di altre specie animali. Gli esperimenti sono graduati per complessità e durata, in modo da poter coinvolgere il pubblico più giovane, a partire dall'infanzia, fino alle scuole superiori.

Il sabato pomeriggio e i giorni festivi sono previsti speciali appuntamenti aperti al pubblico delle famiglie che rendono più spettacolare la visita alla mostra. Si tratta di laboratori di espressione artistica o di approfondimenti su tematiche che non si sono potute affrontare nella mostra. Un laboratorio sul mimetismo, per citare solo alcuni esempi, proporrà ai partecipanti di ingannare i sensi degli altri spettatori, mimetizzandosi nell'ambiente; occhi, orecchi, nasi, zampe, ali, antenne potranno essere assemblati per realizzare un animale mai nato, con risultati anche bizarri; un altro laboratorio consentirà di costruire fiabe sinestesiche dai particolarissimi aspetti percettivi coinvolgendo non solo l'udito e la vista, ma anche tatto, gusto e olfatto.

Contestualmente alla predisposizione della mostra-laboratorio, sarà realizzato con l'Editoriale Scienza di Trieste un libro interattivo sullla percezione animale da inserire in una collana di divulgazione scientifica per grandi e piccini.

 

MOSTRA SULLA MENZOGNA DELLA RAZZA

Durante i giorni di apertura del Convegno (13-15 novembre 1997), per il quale si rimanda al paragrafo convegni, è stata esposta nella sede stessa la mostra "La menzogna della razza. Documenti e immagini del razzismo e dell'antisemitismo fascisti". La mostra nasce con intenti storico-documentari dalla persuasione che il razzismo fascista abbia avuto un impatto non ancora compiutamente investigato sulla società italiana dell'epoca e nell'intento di opporsi al pregiudizio diffuso che assolve la politica razziale del fascismo italiano in virtù della sua subordinazione a quello nazista.

I materiali esposti sono stati suddivisi in tre aree che analizzano rispettivamente "pregiudizio e propaganda", "ideologia" e "discriminazione". La prima sezione presenta il materiale propagandistico (satira, fumetti, cartoline, romanzi, manifesti...) che mette gli stereotipi consolidati dal pregiudizio al servizio di una specifica ideologia. La seconda intende approfondire il ruolo dell'apparato di regime nel promuovere il razzismo, a partire dall'individuazione di tre diverse concettualizzazioni razziste: "biologica, nazional-razzista e esoterico-tradizionalista". In questa sezione è presente inoltre una delle principali fonti della propaganda del regime, rappresentata dall'antigiudaismo cattolico. La terza sezione documenta gli esiti tragici del razzismo di stato, sia nell'ambito coloniale, tradizionalmente trascurato, sia in quello riguardante l'antisemitismo, con la complessa macchina burocratico-amministrativa fascista che diede attuazione ai provvedimenti persecutori.

Inaugurata nel 1994 a Bologna, la mostra è stata poi allestita in altre trenta città, con oltre 200.000 visitatori e 5.000 cataloghi venduti: a dimostrazione del fatto che iniziative rigorose sotto il profilo scientifico e guidate da seri intenti informativi rispondono ad una reale domanda ingiustamente sottovalutata e possono essere accolte positivamente e suscitare dibattito presso un pubblico ben più vasto di quanto comunemente si ritenga.

 

SIGILLO D'ORO AL PRESIDENTE DELL'ARGENTINA MENEM

L'Università di Bologna approda in Argentina.

Folto pubblico delle grandi occasioni in Santa Lucia mercoledì 3 dicembre 1997 per il conferimento al presidente della Repubblica Argentina Carlos Menem del Sigillo d'oro, prestigioso riconoscimento che l'Ateneo riserva alle personalità internazionali. Oltre alle più importanti presenze cittadine, alla cerimonia sono intervenuti docenti della nostra università, ed una folta rappresentanza dell'industria bolognese e nazionale che ha incontrato successivamente nell'Aula Giorgio Prodi a San Giovanni in Monte il numeroso gruppo di imprenditori argentini che hanno accompagnato il presidente Menem nella sua visita ufficiale in Italia. Alla cerimonia ha partecipato anche il presidente del consiglio Romano Prodi il quale ha sottolineato che il ruolo dell'Europa nell'America Latina è di grande responsabilità e deve ripartire dalle strutture formative. Infatti la consegna del Sigillo, come ha precisato il Magnifico Rettore Fabio Roversi Monaco, viene a coronare l'accordo tra il paese sudamericano e l'Ateneo bolognese per il progetto "Università di Bologna a Buenos Aires" che prevede la costituzione di un master post-laurea in Relazioni internazionali. Prima università italiana nell'ambito della sua autonomia quella bolognese che va all'estero con un corso di studi: "Il nostro Ateneo - ha sottolineato Fabio Roversi Monaco - si assume la responsabilità della istituzione e della gestione di questa scuola alla quale parteciperanno docenti argentini ed italiani. Il master si conseguirà con una frequenza a tempo pieno, sia per coloro che apprendono che per coloro che insegnano. È un grande impegno, per il quale vogliamo sfruttare l'istituto dell'anno sabbatico, dando così una finalizzazione unitaria alle molte richieste che riceviamo".

La nuova sede dell'Università a Buenos Aires dovrebbe essere inaugurata la prossima primavera in occasione della visita di Prodi nel paese sudamericano. Prodi, come ha dichiarato, si recherà in Argentina per allargare ulteriormente le relazioni tra i due paesi augurandosi che a questo primo nucleo bolognese di presenza culturale ne seguano altri nei settori scientifici e tecnici.

Il Sigillo a Menem è stato criticato da più parti per la situazione politica argentina, ma secondo la motivazione dell'Università dal '95 l'economia in quel paese è risanata e il cammino della crescita è ripreso, ed è tornata la fiducia degli investitori nazionali e internazionali.

 

ARMONIE NEL CAMMINO INDUTTIVO DELLA SCIENZA

Omaggio a Federigo Enriques

Presso il Dipartimento di Matematica, piazza di Porta San Donato 5, Aula VII, con il patrocinio dell'Università di Bologna è stata allestita dal 5 al 26 febbraio 1998 la mostra Armonie nel cammino induttivo della scienza. Omaggio a Federigo Enriques.

L'inaugurazione ufficiale è stata il giorno giovedì 5 alle ore 15 alla presenza del Magnifico Rettore con una conferenza introduttiva della dott.ssa Paola Gario dell'Università di Milano.

Anche la matematica può essere "messa in mostra"! L'auspicio di chi ha predisposto il materiale è quello di ricevere la visita degli studenti delle scuole secondarie, spesso purtroppo afflitti da uno studio arido e meccanico della materia, che potranno vedere, accanto a documenti storici, la vivacità delle superfici algebriche anche attraverso un ipertesto ed una videocassetta.

La mostra è dedicata ai contributi di Federigo Enriques (1871-1946) e a Guida Castelnuovo (1865-1952) alla classificazione delle superfici algebriche ed era stata organizzata a Milano nel 1996 presso il Dipartimento di Matematica "F. Enriques", in occasione della ricorrenza del 50o anniversario della scomparsa di Federigo Enriques, per celebrare la figura scientifica dell'insigne matematico. Questo avvenimento vuole anche sottolineare l'importanza del rapporto scientifico tra Enriques e Guido Castelnuovo, testimoniato da una fittissima corrispondenza, che la mostra permette di esaminare attraverso l'esposizione di numerose lettere originali.

La mostra si articola in due sezioni. La prima, di carattere storico, illustra attraverso un percorso cronologico la nascita e lo sviluppo nell'Italia post-risorgimentale di un'importante scuola di geometria, offrendo l'occasione di una riflessione sul clima culturale tra Otto e Novecento. La seconda, didattico-scientifica, spiega i principali risultati dei geometri italiani nella teoria delle superfici algebriche. La loro classificazione costituisce il contributo fondamentale del nostro paese allo sviluppo della geometria algebrica e ha dato a Enriques e a Castelnuovo una posizione di assoluto rilievo nella storia della matematica di questo secolo.

L'allestimento originale è stato curato da Paola Gario e Marino Palleschi Milano, il trasferimento a Bologna da Fausto Desalvo.

 

CAMERA DEL TEMPO

Il nuovo museo virtuale dell'Università di Bologna è stato presentato l'11 giugno 1998 in occasione della laurea ad honorem conferita a Nicolas G. Hayek.

Il museo del IX Centenario dell'Università di Bologna intende rappresentare, attraverso il racconto degli eventi avvenuti nel corso dei nove secoli dell'ateneo più antico del mondo, l'origine e la storia di un modello, diffusosi in tutto l'Occidente, che ha in buona parte determinato i processi di conservazione, trasmissione e innovazione del sapere. Il museo, che avrà sede a Palazzo Poggi, residenza storica dell'Università che già ne ospita le famose collezioni, è stato pensato in maniera innovativa: saranno esposti non solo oggetti e documenti ma soprattutto idee, informazioni e significati che ne simboleggiano la storia e la cultura.

Il nuovo museo, che possiamo definire virtuale, ruoterà intorno ad un sistema informativo, interattivo e multimediale, dove le informazioni saranno comunicate al pubblico grazie a tecnologie avanzate di rappresentazione e narrazione (ipermedia, ologrammi, reti telematiche, immagini e filmati al computer). Attraverso postazioni e installazioni dislocate lungo il percorso museale e integrate perfettamente negli allestimenti, i visitatori si troveranno al centro degli eventi e saranno coinvolti in un percorso narrativo di grande fascino visivo e spettacolarità, da vivere in modo attivo e divertente.

Aperto al pubblico dall'ottobre 1999, il Museo di Bologna prevede tre spazi simbolici: la Camera del Tempo, realizzata con il contributo della Swatch e con la collaborazione tecnologica del Visual Lab di Hayek Engineering che ha ricostruito, mediante l'utilizzo di supercomputer grafici, la Bologna della metà del diciasettesimo secolo con un modello animato costituito da più di seimila edifici e che permetterà ai visitatori di passeggiare virtualmente nella città di quegli anni; il Centerama, che ripercorrerà il patrimonio di relazioni e interdipendenze tra l'Ateneo bolognese e il resto del mondo; l'Arca, che ricostruirà la solenne cerimonia della firma della Magna Charta, rappresentandone il valore storico, rituale e culturale.

 

COLLEGIO D'ECCELLENZA

È riservato a 30 matricole purché in gamba e preparate: l'Ateneo di Bologna apre da questo anno accademico il suo "Collegio d'eccellenza".

Il colleggio, che sarà diretto dal prof. Andrea Battistini, darà una formazione nello stile delle università anglosassoni: docenti in veste di tutor sempre a disposizione, corsi semestrali paralleli e integrativi rispetto a quelli del piano di studi, un rapporto strettissimo con gli insegnanti e, come nei college che si rispettino, un faculty club con tanto di cene sociali tra studenti, tutor e professori, nonché un'intensa attività sportiva.

Si tratta di un percorso molto impegnativo, anche perché i giovani "eccellenti" dovranno meritarsi i benefici loro riservati: si richiede infatti di essere sempre in pari con gli esami e di non scendere sotto la media del 27.

Gli studenti saranno infatti ospitati, a cura di di ARSTUD e di CEUR, in due colleggi universitari, in attesa che sia compiuta la ristrutturazione della bella Villa Guastavillani, sui colli bolognesi. Oltre all'ospitalità, che comprende anche i servizi di mensa, godranno dell'esonero delle tasse universitarie e riceveranno un assegno annuo di L. 1.700.000.

Per il primo anno di attività, il colleggio ospiterà 30 matricole, suddivise in due gruppi: 15 iscritti a facoltà dell'area scientifica e 15 a quelle dell'area umanistica.

I requisiti richiesti per la selezione sono l'età inferiore ai 20 anni e il possesso di un diploma di maturità, indipendentemente dal voto conseguito.

Per accedere alla prova di selezione, occorre presentare domanda entro il 15 settembre prossimo. Il bando è anche consultabile via Internet.

Dopodiché il 21 settembre si svolgerà la prova scritta a Bologna (San Giovanni in Monte, ore 9). Gli studenti selezionati sulla base dello scritto affronteranno l'orale il 28 settembre. La prova sarà di cultura generale e quindi non sono previste particolari indicazioni per la preparazione.

Con il Colleggio d'eccellenza, l'Università intende offrire a giovani, selezionati esclusivamente per merito, l'opportunità di sperimentare un modello di studi diverso da quello abituale nelle Università pubbliche italiane. Seppure su basi numeriche limitate, potrà rappresentare nel tempo un utile test per confrontare i modelli di preparazione.

 

DECENNALE DELLA MAGNA CHARTA

E apposizione di una lapide alla memoria dei docenti e studenti ebrei

Esiste un nesso tra i due eventi che l'Ateneo ha celebrato il 18 settembre 1998: il decennale della firma della Magna Charta delle Università e l'apposizione di una lapide in memoria di docenti e studenti ebrei di cui l'Università fu privata dalla "ignominia delle leggi razziali", come recita la lapide stessa.

La connessione sta nei contenuti della Magna Charta, un documento "fondamentale" nel senso che sancisce i principi fondanti dell'autonomia e dell'indipendenza delle Università.

La Magna Charta fu ed è l'atto comune di tutte le università europee per l'affermazione di quei principi fondamentali dell'insegnamento superiore, che deve essere libero da condizionamenti esterni, collegato all'evolversi della società, autonomo e indipendente: in questo documento vengono affermate le libertà accademiche e viene respinta ogni discriminazione.

L'incontro per il decennale è l'occasione per lanciare il progetto di una rete tra alcune delle Università del "gruppo di Coimbra" che unisce i più antichi Atenei d'Europa, come Bologna, Pavia, Siena, Oxford, Cambridge, Heidelberg, Barcellona e Salamanca.

L'idea è di impostare una collaborazione che "metta in rete" queste Università su un progetto di dottorato europeo e in generale sull'attività post laurea.

Afferma il Rettore Fabio Roversi Monaco: "Il futuro delle istituzioni universitarie si gioca in larga parte sull'offerta di specializzazione post laurea. L'Ateneo di Bologna, attraverso il progetto di dottorato europeo, si candida ad entrare tra le eccellenze in questo ambito di crescente importanza".


Celebrazioni per il bicentenario di Luigi Galvani

In occasione dell'apertura delle celebrazioni per Galvani, sabato 11 ottobre 1998 l'Università di Bologna ha conferito quattro lauree honoris causa (per le quali si rimanda all'apposito capitolo).

"Una vera e propria festa della scienza che si rivolge a tutti coloro che hanno a cuore la crescita e lo sviluppo di un'attività strettamente legata al miglioramento delle condizioni di vita dell'intera società". Con queste parole, il Magnifico Rettore Fabio Roversi Monaco ha aperto ufficialmente, nell'Aula Magna di S. Lucia, le celebrazioni per il secondo bicentenario della morte di Luigi Galvani. Le celebrazioni si concluderanno nel Duemila, anno in cui Bologna sarà capitale europea della cultura e che proporranno l'opera di Luigi Galvani all'attenzione dei giovani e degli esponenti delle principali istituzioni scientifiche di tutto il mondo. All'apertura di queste celebrazioni, l'Università di Bologna ha voluto conferire a quattro prestigiosi nomi del mondo scientifico internazionale la laurea honoris causa. Il prof. Mirko Drazen Grmek, il più noto storico della scienza, conosciuto per le sue analisi sul rapporto tra uomo e malattia, ha ricevuto la laurea in Filosofia. Il secondo a ricevere l'importante riconoscimento è stato il premio Nobel Renato Dulbecco, famoso per essere riuscito ad isolare, nel 1955, il primo mutante del virus della poliomielite, occupandosi successivamente della ricerca oncologica. È seguita poi una laurea honoris causa in Scienze Biologiche per un altro premio Nobel, il professor Gerald Edelman per il "suo contributo fondamentale nella conoscenza della struttura e del ruolo degli anticorpi". Il titolo accademico è stato infine conferito al fisico Gerardus'T Hooft per i suoi determinanti contributi al Modello Standard.

Le prime due lauree sono state avanzate dal corso di laurea in Filosofia della Facoltà di Lettere e Filosofia che, al di là del prestigio scientifico internazionale delle due proposte, intende rinnovare una tradizione molto viva ai tempi di Galvani, quando la laurea in Filosofia era congiunta a quella di Medicina.

 

L'Almae matris alumni

L'idea di costituire un'associazione dei laureati dell'Università di Bologna nasce con le celebrazioni del IX centenario, dieci anni fa. L'obiettivo era quello di ripercorrere le orme dei college americani e anglosassoni in generale, in cui è forte lo spirito di appartenenza alla scuola e alta la competizione fra le Università.

Seppur meno sentito in Italia, questo legame con l'Università in cui si è studiato e sofferto per anni è ancora vivo, e lo testimonia il successo riportato dalle precedenti convention, a cui parteciparono centinaia di ex studenti per ritrovarsi con grande cordialità.

La soluzione della convention annuale è stata scelta dall'attuale presidente, professor Leonardo Giardina, noto sia come ginecologo che come fondatore della Doctor Dixie jazz band, complesso composto da ottimi "dilettanti" spesso accompagnati da noti professionisti come Henghel Gualdi e Lucio Dalla.

Tra le iniziative degli anni scorsi va segnalato nel `94 il recupero di una pala d'altare del Cesi, affresco che ora fa bella mostra di sé nell'aula Prodi di San Giovanni in Monte. Il recupero è stato finanziato grazie allo sponsor Banca del Monte e all'attività dell'associazione.

Dal `95 cominciano le convention annuali, simili a quelle americane, con arrivi da tutto il mondo e ospiti illustri ad animarle. Renzo Arbore, grande showman e per Bologna "nume tutelare" del museo dello studente e della goliardia, fu il primo a presentarsi. L'anno dopo arrivò Pupi Avati e in quell'occasione cominciarono ad essere chiamati a raccolta i laureati che festeggiavano le "nozze d`argento" con la laurea. All'inizio chiamati con i "tam tam" tra amici, oggi in modo più "scientifico", utilizzando i dati dell'osservatorio statistico dell'Università diretto dal professor Andrea Cammelli.

Lo scorso anno, nel `97, l'ospite d'onore è stato Enzo Biagi, mentre il numero di targhe consegnate per i venticinquesimi di laurea ammontava già a 180.

I collegamenti all'estero di Almae Matris Alumni sono numerosi: i laureati di Bologna in Belgio sono riuniti in un'associazione collegata al Collegio dei Fiamminghi, mentre a New York, Frank Baccarino è presidente di un nutritissimo gruppo, ben 1.600 laureati e 600 ne conta l'associazione in Costa Rica.

 

IV Convention di almae matris alumni

Laureati "d'antan" ritrovatevi: l'Almae Matris Alumni, l'associazione che riunisce i laureati dell'Università di Bologna, chiama a raccolta coloro che si sono laureati 25 anni fa e i medici che hanno conseguito l'alloro 40 anni fa. La festa degli "ex-studenti" si celebra con una vera propria convention e si collega alle celebrazioni galvaniane promosse dall'Università.

- Venerdì 9 ottobre:

con un incontro dibattito in aula absidale di Santa Lucia alle ore 17.00, sul tema "Laurearsi e poi?". Laureandi, neolaureati e laureati da tempo troveranno Carlo Callieri, vicepresidente di Confindustria, Antonio La Forgia, presidente della Regione, Angelo Varni, prorettore dell'Ateneo, e Andrea Cammelli, direttore dell'Osservatorio statistico e promotore della banca dati Almalaurea, a discutere sull'efficacia del "pezzo di carta" per affermarsi nel mondo del lavoro.

- Sabato 10 ottobre:

alle ore 16.00 il coro dell'Università di Bologna, diretto da David Winton, alla presenza del Rettore Fabio Roversi Monaco, inaugurerà la IV Convention degli Almae Matris Alumni, che si dipanerà poi in una conferenza tenuta dai professori Dulbecco, Eldelman e Grmek che nella stessa mattinata saranno stati insigniti della laurea ad honorem. I professori, tutti premi Nobel, parleranno sul tema "orizzonti della scienza". La professoressa Anna Ottani Cavina parteciperà ad una tavola rotonda sul tema "Ai giovani la tutela del patrimonio storico e artistico". Dopo l'intervento del presidente dell'associazione degli ambasciatori fiamminghi, prof. Marinus Schouten, sul "progetto Jan Jacobs" seguirà la consegna della targa a ricordo agli "ex-studenti": i laureati che celebrano le "nozze d'argento" ossia i 25 anni dalla laurea, e a quelli che hanno concluso gli studi di medicina quarant'anni fa.

- Domenica 11 ottobre:

alle ore 18.15 concerto (ingresso libero) del flautista Giorgio Zagnoni. Alle Francesco Martani, ospiterà il concerto del famoso flautista nella cornice eccezionale del museo delle statue da lui raccolte al Cà La Ghironda, tutte opere di famosi maestri della scultura contemporanea.

 

A Buenos Aires la prima sede dell'ateneo all'estero

Ha aperto il 29 ottobre scorso a Buenos Aires, in un prestigioso palazzo liberty del centro storico, la sede dell'Università di Bologna in Argentina, con una cerimomia ufficiale che vedrà, dopo la presentazione del Rettore Fabio Roversi Monaco, dell'ambasciatore e del vicepresidente dell'Argentina, la prolusione di Umberto Eco.

L'obiettivo di questa iniziativa, inedita nel programma delle Università italiane, è di mettere a disposizione di questo grande paese del Sudamerica, in cui la comunità italiana è tuttora molto importante e l'Italia è una sorta di paese europeo di "riferimento" importante almeno quanto la Spagna, un modello di formazione post universitaria e in generale un'attività didattica di stampo europeo.

Finora, infatti, chi in Argentina intendeva approfondire la preparazione in Relazioni internazionali trovava solo la proposta statunitense. Il vantaggio competitivo, oltre all'offerta formativa particolarmente qualificata, gestita da una ventina di docenti dell'Alma Mater impegnati a Buenos Aires in corsi della durata di due mesi ciascuno, sta anche nel prezzo a cui il master viene offerto: dodicimila dollari, circa la metà dei prezzi praticati in USA.

All'Università di Bologna in Buenos Aires, invece, si approfondiscono i temi delle relazioni politico economiche tra Europa e America Latina, anziché come avviene negli Stati Uniti, tra America del Nord e del Sud.

È fondamentalmente questa la proposta per il primo master post lauea in Relazioni internazionali che è partita all'Università di Bologna in Buenos Aires nel marzo 1999, all'inizio (autunnale) del loro anno accademico.

Nel frattempo, già da novembre, è partita una serie di otto seminari, di breve durata, su diversi temi di politica, economia e diritto, destinati a dirigenti o esperti di settore.

L'operazione è stata resa possibile da un nuovo orientamento economico- politico dei paesi del MERCOSUR (Argentina, Brasile, Uruguay e Parguay) che non sono più chiusi ai mercati internazionali.