|
Prof. Massimo Magagni
7 aprile 1997
È scomparso il 7 aprile 1997 il Prof. Massimo Magagni, Associato di Diritto Internazionale nella Facoltà di Scienze Politiche.
Nato a Bologna il 17 settembre 1951, dopo essere stato Assistente presso la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Bologna, era divenuto nel 1985 Professore Associato presso la Facoltà di Scienze Politiche e dal 1° gennaio 1997 Direttore del Centro Interdipartimentale Ricerche sul Diritto delle Comunità Europee nato dalla cooperazione tra la Facoltà di Giurisprudenza e quelle di Scienze Politiche e di Economia e Commercio.
Consacratosi inizialmente, con la monografia dal titolo La prestazione caratteristica nella Convenzione di Roma del 19 giugno 1980 (Milano, 1989), a temi di Diritto Internazionale Privato, si era successivamente dedicato ad argomenti di Diritto Internazionale Pubblico. Tra i suoi più recenti contributi si annoverano studi su La rivelazione del Diritto Internazionale consuetudinario in una recente decisione della Corte Internazionale di Giustizia (in "Divulgazione scientifica ed Università", 1991), su L'Entrata in Vigore della Convenzione e del Protocollo di Roma per la repressione degli atti illetici contro la sicurezza della navigazione marittima e delle piattaforme fisse (in "Le Nuove Leggi Civili Commentate", 1994) e sul terrorismo internazionale (in Comunicazioni e Studi, 1996). In materia di Diritto Comunitario, dopo aver approfondito il tema dell'Evoluzione della tutela dei diritti fondamentali nella giurisprudenza e nella prassi delle Comunità Europee (in "Rivista trimestrale di diritti e procedura civile", 1979), aveva dedicato uno studio a "Integrazione comunitaria e competenze regionali: problemi attuali e prospettive del dopo Mastricht" (in Atti del Convegno: L'Europa degli spazi regionali. Le prospettive dopo Mastricht - 29 maggio 1992).
Oltre a tenere il corso di Diritto Internazionale Pubblico presso la Facoltà di Scienze Politiche sia a Bologna che a Forlì, il prof. Magagni collaborava molto attivamente al corso di Perfezionamento sul Diritto delle Comunità Europee, al corso di preparazione alla carriera diplomatica, al corso di perfezionamento in cooperazione internazionale e politiche di intervento nei paesi in via di sviluppo.
Con la scomparsa del prof. Magagni il nostro Ateneo ha perso un docente valido e apprezzato.
Prof. Vito Fumagalli
16 aprile 1997
È scomparso il 16 aprile 1997 il prof. Vito Fumagalli, Ordinario di Storia Medievale nella Facoltà di Lettere e Filosofia.
Nato a Bardi (PR) il 15 giugno 1938, compiuti gli studi classici, s'era iscritto alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Pisa, vincendo nel contempo, il concorso per un posto di alunno presso la Scuola Normale Superiore della stessa città. Era così entrato in contatto con storici di alto profilo, ma di diversa formazione quali Bertolini, Frugoni, Violante, Miccoli, Cantimori, recependo, in anni che per ogni studioso "di razza" sono decisivi, una poliedricità di lezioni di metodo particolarmente efficaci. Ed in tal senso, dopo la tesi di laurea su "Gerardo d'Aurillac", molto proficua fu la sua permanenza, come borsista, presso l'Istituto storico germanico di Roma, allora guidato da un maestro quale era Gerd Tellenbach. Da quest'esperienza si avviarono gli studi su Adalberto Azzo e le origini di una grande dinastia feudale, quella dei Canossa, tema sul quale il Fumagalli sarebbe tornato anche negli anni successivi, sino a proporre la sintesi finissima di "Matilde di Canossa: potenza e solitudine di una donna", del 1966 che affermò con sicurezza la metodologia degli studi prosopografici, e delineò una vocazione di fondo per l'analisi dei secoli centrali del Medioevo (secc. X - XII).
Fumagalli seppe trarre nella complessa realtà storica del Medioevo il meglio e cioè l'attenzione alla globalità dell'indagine: storia istituzionale e politica, ma anche storia della mentalità (basti ricordare il volume dedicato al Regno italico nella "Storia d'Italia" diretta da G. Galasso); verifica di impostazioni geniali e fondamentali del fenomeno dell'incastellamento data da uno storico quale Pierre Toubert; larga esplorazione di materiale documentario mai esplorato o mai compiutamente utilizzato per la storia agraria dell'alto Medioevo dell'Italia centro-settentrionale (Terra e società nell'Italia padana, del 1979) nel cui ambito l'opera personale e di coordinamento di Vito Fumagalli ha consentito alla medievistica italiana di occupare uno dei primi posti nella storiografia europea. Una posizione che egli seppe consolidare anche attraverso gli studi avviati e conclusi dai suoi allievi di Bologna (Montanari, Andreolli, Galetti ecc.).
Negli anni `90 la meditazione storiografica di Fumagalli e la sua esperienza assai vasta di ricerche in settori di indagine diversi, pur se mai astrattamente settoriali, gli consentiva di scrivere opere di considerazione esistenziale sulla quotidianità della vita dell'uomo del Medioevo (Solitudo carnis, Paesaggi della paura e, prima ancora, Quando il cielo si oscura): approdava così al dramma che avverte ogni storico nella sua maturità e che era stato anche di un grande amico di Fumagalli, Georges Duby, sul significato e sui modi di scrivere la storia.
Vito Fumagalli era subentrato, come incaricato, a Girolamo Arnaldi nella Cattedra lasciata da quest'ultimo nel momento del trasferimento a Roma, provenendo dall'Università di Macerata, dove era stato Assistente di Nicola Cilento; nel 1976 veniva nominato Straordinario sulla stessa cattedra e nel 1979, Professore Ordinario.
Membro di numerose accademie (tra cui quella di Scienze di Bologna ) e Deputazioni di Storia Patria, era consigliere del Centro italiano di studi sull'Alto Medioevo di Spoleto dal 1984; aveva ricevuto il mandato parlamentare nel 1994, ma alla fine della legislatura era tornato ai suoi studi, alla sua famiglia.
Il prof. Fumagalli lascia in tutti i suoi colleghi, nei suoi allievi e in coloro che lo hanno conosciuto l'affettuoso ricordo di un grande studioso, di un illustre docente, di un uomo tanto sensibile quanto generoso.
Prof. Maurizio Grillenzoni
9 maggio 1997
È scomparso il 9 maggio 1997 il prof. Maurizio Grillenzoni, Ordinario di Estimo Rurale nella Facoltà di Agraria.
Nato a Bologna il 16 maggio 1937, si è laureato nel 1960 in Scienze Agrarie presso questa Università; conseguita la Libera Docenza in Economia e Politica Agraria nel 1967, è stato chiamato a dirigere la cattedra di Estimo Rurale e Contabilità del nostro Ateneo, prima come Professore Straordinario dal 1975 al 1978 e successivamente come Professore Ordinario. Dal 1° novembre 1986 era titolare della Cattedra di Estimo Rurale.
Il prof. Grillenzoni, già collaboratore del Consiglio Superiore dell'Agricoltura e Foreste, era membro effettivo della Commissione Censuaria Centrale presso il Ministero delle finanze. È stato socio di numerose ed importanti Istituzioni culturali, quali l'Associazione Europea degli Economisti Agrari, l'Accademia Nazionale di Agricoltura di Bologna e l'Accademia Economico- Agraria dei Georgofili di Firenze. Dopo essere stato Presidente del CeSET (Centro studi di Estimo e di Economia Territoriale) attualmente era membro eletto del Comitato scientifico e Vice Presidente; dal 1.9.1990 ricopriva la carica di Direttore del Centro Studi sulla Gestione dei Sistemi Agricoli e Territoriali del CNR.
La sua intensa attività scientifica, concretizzatasi in oltre 250 pubblicazioni tra saggi, articoli, volumi e rapporti di ricerca nel campo dell'Economia e Politica Agraria, dell'Estimo aziendale, immobiliare ed ambientale, oltre ad essere particolarmente ampia è stata improntata a contributi significativi che hanno sempre incontrato grandi consensi.
Con la scomparsa del prof. Grillenzoni, l'Università di Bologna ha perduto un docente di indiscussa validità, stimato da colleghi e studenti, conosciuto ed apprezzato in Italia per le sue capacità scientifiche e tecniche.
Prof. Marco Vincenzo Piretti
21 giugno 1997
È scomparso il 21 giugno 1997 il prof. Marco Vincenzo Piretti, Ordinario di Chimica II nella Facoltà di Medicina Veterinaria.
Nato a Bologna il 5 aprile 1938, si è laureato in Chimica Industriale presso questa Università nel 1965.
Il 1° agosto 1969 è stato nominato Assistente Ordinario presso la Cattedra di Industrie Agrarie della Facoltà di Agraria e dal 1.10.1970 al 30.09.1971 ha svolto ricerche presso l'Istituto di Chimica Organica dell'Università di Heidelberg (Germania) quale titolare di borsa di studio del CNR. Nel periodo 1971-1981 ha insegnato Tecnologia degli olii, grassi e derivati e Chimica analitica strumentale nella Facoltà di Agraria e Biochimica Applicata e Chimica II nella Facoltà di Medicina Veterinaria. Dal 1986 ha ricoperto la Cattedra di Chimica II presso la Facoltà di Medicina Veterinaria della nostra Università prima come Professore Straordinario poi in qualità di Professore Ordinario.
Responsabile per l'Università di Bologna del Progetto Tempus JEP 1876, che nel periodo ottobre 91-marzo 1994 ha consentito la mobilità di 24 studenti ungheresi, dal 1992 è stato responsabile ERASMUS-TEMPUS per la Facoltà di Medicina Veterinaria dell'Università di Bologna.
È stato anche membro di numerose società scientifiche, tra le quali l'American Oil Chemists Society, la Società Italiana di Biochimica e l'Agricoltural Chemical Society of Japan.
Le prime ricerche svolte dal prof. Piretti hanno riguardato lo studio dell'andamento meccanicistico dell'ossidazione del metiloleato come sistema modello, nonché lo studio mediante GC-MS (gascromatografia- spettrometria di massa) della struttura molecolare degli idroperossidi che si formano nel corso dell'ossidazione di tale composto. In seguito lo studio dei prodotti di ossidazione dei lipidi delle membrane è stato svolto con particolare riferimento ai processi di invecchiamento cellulare.
Un secondo tema di ricerca ha riguardato l'isolamento e l'identificazione di polifenoli flavan e flavonoidi, molecole dotate di peculiare attività antiossidante e responsabili degli imbrunimenti che si manifestano nei sistemi vegetali.
Un altro tema di ricerca, in parte finanziato dalla Comunità Europea, ha riguardato lo studio dei costituenti lipidici presenti in organismi marini, con particolare riferimento alle frazioni gliceridica, sterolica e metil-sterolica nei molluschi bivalvi.
Da ultimo si è dedicato allo studio dei prodotti finali della via biosintetica dell'acido mevalonico isolati da tessuti animali.
Il frutto del suo lavoro si è concretizzato in olte 80 pubblicazioni a carattere internazionale ed in numerose partecipazioni a congressi nazionali ed internazionali, nonché in una serie di collaborazioni con varie Università europee, tra le quali la Semmelweis University di Budapest e l'Università di Newcastle upon Tyne (UK).
Con la scomparsa del prof. Piretti il nostro Ateneo ha certamente perduto un docente assai apprezzato ed un ricercatore di indiscussa validità.
Prof. Piero Camporesi
24 agosto 1997
È scomparso il 24 agosto 1997 il Prof. Piero Camporesi, Ordinario fuori ruolo di Italiano nella Facoltà di Lettere e Filosofia.
Nato a Forlì il 15 febbraio 1926, Piero Camporesi si laureò in Lettere Moderne presso questa Università. Ancora studente sotto la guida di Carlo Calcaterra iniziò la sua lunga, infaticabile e pioneristica attività di ricerca, orientata dapprima al recupero filologico di importanti testi della letteratura italiana (da Ludovico di Breme a Vittorio Alfieri), poi indirizzata a scandagliare il mondo dimenticato degli emarginati, dei vagabondi, dei poveri, degli affamati, dei diseredati, dei cantastorie e dei ciarlatani, degli artisti di strada e dei medici itineranti, scavando nella cultura folclorica, nella storia della mentalità collettiva, dell'alimentazione e della medicina con particolare riferimento all'età moderna, attraverso il sapiente e magistrale uso di fonti manoscritte e a stampa, generalmente rare e quasi sempre sconosciute, che lo portò non solo ad essere un mirabile conoscitore e un instancabile frequentatore di biblioteche e di archivi, ma anche un entusiasta, attento e scrupoloso bibliofilo.
Costantemente improntato alla ricerca su affascinanti tematiche, l'impegno didattico di Camporesi iniziò come professore di Lettere presso varie scuole del paese per giungere alla Libera docenza universitaria nel 1969, grazie alla quale per diversi anni tenne l'incarico di Lingua e Letteratura italiana nella Facoltà di Magistero di questo Ateneo, svolgendo contemporaneamente (a partire dall'a.a. 1974/75) l'insegnamento di Italiano nel Corso di Laurea in DAMS poi, una volta Professore Ordinario, divenne titolare di Lingua e Letteratura italiana al Corso di Laurea in Lingue e letterature straniere della medesima Facoltà di Lettere e infine di Italiano al DAMS.
Per la sua infinita cultura, la perizia didattica, l'originalità della ricerca, il prof. Camporesi fu ampiamente apprezzato in Italia e all'estero, invitato a tenere cicli e lezioni (Parigi, Barcellona, Costanza, Venezia ecc.) e a partecipare a convegni di studi. L'alta e speciale qualità dei suoi libri gli meritarono una fama mondiale: le sue opere furono (e continuano ad essere) tradotte in molteplici lingue (francese, inglese, tedesco, giapponese, olandese, portoghese, spagnolo ecc.) nei più diversi paesi del mondo, mentre innumerevoli gli giunsero le richieste per lezioni, conferenze, interventi a convegni, consulenze scientifiche, elzeviri, interviste. Il suo infaticabile e appassionato lavoro ricevette significativi e ripetuti riconoscimenti in premi letterari nazionali e internazionali (Bellonci, Nonino, Tevere, Guidarello, Scala, Barbi, Colombini ecc.) e in incarichi di alto prestigio (Lettore al Premio Strega; Giurato al Premio Viareggio; Consulente Scientifico alla Fondazione Cini relativamente al settore della cultura popolare veneta; Consigliere alla Biblioteca internazionale "La Vigna" di Vicenza).
Professore fuori ruolo nell'a.a 1996/97, Piero Camporesi continuò l'attività di assistenza agli studenti per esercitazioni e tesi di laurea fino a tutto il mese di luglio, proseguendo ad occuparsi con tenacia del suo ultimo libro (che uscirà postumo), dedicato al medico chirurgo bolognese Leonardo Fioravanti dal titolo Camminare il mondo, ultimo capitolo del suo splendido e avvincente narrare, destinato a "camminare" le più "belle contrade" del "mondo" della cultura.
Prof. Fabio Selva
7 novembre 1997
È scomparso il 7 novembre 1997 il prof. Fabio Selva, Associato di Architettura tecnica nella Facoltà di Ingegneria.
Il prof. Fabio Selva è nato a Montescudo (Forlì) il 24 aprile 1947.
Si è laureato in Ingegneria Civile sez. Edile presso l'Università degli Studi di Bologna, nell'a.a. 1971/72 con la tesi: "Metodologie e criteri per una scelta di tipi ottimali di alloggio dell'edilizia residenziale pubblica".
Ha superato l'esame di stato per l'abilitazione professionale nella I sessione dell'anno 1973.
È risultato vincitore della Cattedra di Educazione Tecnica a seguito di concorso D.M. del 5.5.1973.
È iscritto all'Albo Professionale dell'Ordine degli Ingegneri dal 1973.
Si è abilitato all'insegnamento di Costruzioni, Tecnologie delle Costruzioni e Disegno Tecnico nel 1975.
Ha partecipato alla Commissione degli esami di maturità presso l'Istituto Tecnico Statale per Geometri "A. Pacinotti" di Bologna, nel 1975.
È risultato vincitore (primo classificato) nel concorso pubblico per titoli ed esami bandito dall'Istituto Autonomo per le Case Popolari (IACP.) della Provincia di Bologna, nell'anno 1976.
È iscritto all'Albo Professionale degli Insegnanti Medi dal 1977.
È risultato vincitore di contratto quadriennale (in qualità di "Contrattista") presso l'Università di Ancona, Facoltà di Ingegneria, a seguito del concorso pubblico per titoli ed esami nell'anno 1977.
È risultato vincitore di contratto quadriennale presso l'Università di Bologna, Facoltà di Ingegneria, a seguito del concorso pubblico per titoli nell'anno 1977.
È stato inquadrato nel ruolo dei Ricercatori universitari confermati (a seguito della prima tornata dei giudizi d'idoneità) presso la Facoltà di Ingegneria dell'Università di Bologna; nel gruppo di discipline n. 100 (Architettura Tecnica). Immissione al ruolo ai fini giuridici dal 1.8.1980.
Ha partecipato alla Commissione per il Premio Michelucci 1981 e 1982, promosso dall'Istituto di Architettura e Urbanistica dell'Università degli Studi di Bologna.
È risultato vincitore di concorso pubblico a posti di professore universitario di ruolo, fascia degli Associati, bandito dal Ministero della Pubblica Istruzione con D.M. 24.5.84 e successive integrazioni e modifiche per il gruppo di discipline n. 200 - Architettura Tecnica - Supplemento Ordinario alla Gazzetta ufficiale n. 214 del 4.8.1984.
È stato nominato in qualità di Professore Associato a ricoprire la cattedra di Industrializzazione ed Unificazione dell'edilizia presso la Facoltà di Ingegneriadell'Università degli Studi di Cagliari, a decorrere dal 21.11.1987, assunto in effettivo servizio in data 1.12.1987.
È stato nominato Professore Associato Confermato per la disciplina di Industrializzazione ed Unificazione dell'Edilizia (gruppo 200 - codice 21201) a decorrere dal 1.12.1990 a seguito comunicazione del Ministero dell'Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica del 19.5.1992.
Prof. Luigi Barbara
7 dicembre 1997
È scomparso il 7 dicembre 1997 il Prof. Luigi Barbara, Professore Ordinario di Clinica medica generale e terapia Medica nella Facoltà di Medicina e Chirurgia.
Riassumere quello che Luigi Barbara ha fatto in 40 anni di vita universitaria non è facile tali sono state le sue dinamicità e la sua sensibilità ed intuito nel cogliere gli aspetti più rilevanti di un settore scientifico in rapidissima espansione culturale e di impegnare tutta la sua straordinaria capacità di riflettere, di costruire e di produrre.
Di origini mantovane (è nato infatti a Goito Mantovano il 6 agosto 1927) Luigi Barbara si è iscritto alla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università degli Studi di Bologna nel 1945, conseguendo la laurea a pieni voti nel novembre 1951, dopo aver frequentato in qualità di Allievo interno l'Istituto di Clinica Medica allora diretto dal professor Antonio Gasbarrini, uno dei padri indiscussi della gastroenterologia italiana.
Negli anni successivi ha sviluppato la sua carriera universitaria dapprima come Assistente del prof. Sotgiu e quindi come Primo Allievo del prof. Giuseppe Labò.
Gli anni Sessanta l'hanno visto conseguire, sempre con il massimo dei voti, le specializzazioni in Medicina generale, Cardiologia e Malattie dell'apparato digerente, nonché le libere docenze in semeiotica medica e clinica medica generale e terapia medica.
Nel 1986 veniva chiamato dalla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università di Bologna a ricoprire la prestigiosa cattedra di Clinica Medica lasciata vacante dal "fuori ruolo" prof. Giuseppe Labò, assumendo al tempo stesso la direzione della Prima Scuola di Specializzazione in Medicina Interna e dell'Istituto di Medicina Interna e Gastroenterologia.
Molto deve a Luigi Barbara la Società Italiana di Gastroenterologia che lo ha visto dapprima segretario e quindi presidente nel biennio 1987-89, nonché organizzatore, sempre a Bologna, del XXVII Congresso Nazionale del 1989 e della V Settimana Italiana delle Malattie Digestive (SIMAD) nel 1992.
Ha assunto la vice presidenza dell'Organizzazione Mondiale di Gastroenterologia (OMGE) ed è divenuto amico di un numero crescente di esponenti della gastroenterologia internazionale molti dei quali, crediamo anche per affetto e riconoscenza, hanno imparato benissimo ad esprimersi in italiano.
A nessuno dei suoi collaboratori ha consentito di lavorare solo in laboratorio, ciascuno aveva il dovere di acquisire un'adeguata competenza professionale oltre che culturale e scientifica e a queste, più che ad etichette corporative, riteneva si dovesse fare riferimento nella valutazione di ogni medico.
A ciascuno dei suoi collaboratori dedicava un numero straordinario di ore, confrontandosi con essi su tutti i campi che direttamente o indirettamente avevano riflessi sulla vita universitaria.
Per questi motivi è stato per tutti i suoi allievi non solo vero maestro e uomo guida, ma anche compagno di lavoro e di vita al quale tutti si sono sentiti legati da profondo rispetto, stima e affetto.
Prof. Giuseppe D'Antuono
10 dicembre 1997
È scomparso il 10 dicembre 1997 il prof. Giuseppe D'Antuono, Ordinario di Medicina interna nella Facoltà di Medicina e Chirurgia.
Il prof. Giuseppe D'Antuono è nato a Parma il 14 febbraio 1920. Si è laureato all'Università degli Studi di Parma in Medicina e Chirurgia.
Nell'anno 1953 è stato nominato Assistente presso l'Istituto di Patologia Medica e Medicina del Lavoro diretto dal prof. Domenico Campanacci.
Ottenne la Libera Docenza in Semeiotica medica, malattie Infettive e Medicina del lavoro.
Nel 1960 costituì presso l'Istituto di Patologia Medica il reparto di Medicina del lavoro, che divenne Istituto autonomo nel 1965.
Nel 1967 fu nominato Professore Ordinario di Medicina del lavoro.
Nel 1976 fu nominato Professore Ordinario di Patologia medica e Metodologia clinica.
Nell'anno 1984 ottenne la ristrutturazione del vecchio Istituto di Patologia medica che prese il nome di Istituto di Patologia medica e Metodologia clinica e Medicina del lavoro "D. Campanacci".
Nel 1986 fu nominato Professore Ordinario di Clinica medica generale e Terapia medica.
Commendatore dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana.
Membro di numerose Società Scientifiche ed Accademiche, nazionali ed internazionali, tra cui ricordiamo la Union Terapeutique e l'Accademia delle Scienze di New York.
Membro del comitato di Medicina e Chirurgia in seno al Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione negli anni '70.
Medaglia d'oro conferita dal Presidente della Repubblica Italiana su proposta del Ministro della Pubblica Istruzione per i benemeriti della Scuola nel 1984.
Ha istituito nell'anno 1960 la Scuola di Specializzazione in Medicina del lavoro e nel 1981 quella di Reumatologia.
Nel 1970 istituì il Centro Antiveleni dell'Università.
Ha organizzato diversi congressi nazionali ed internazionali tra cui ricordiamo quello della Società Italiana di Medicina del Lavoro che si tenne a Bologna nel 1968 e la IX Conferenza Internazionale di Medicina interna tenutasi a Bologna nel maggio 1987.
Ha prodotto 400 pubblicazioni, diverse monografie ed ha contribuito alla stesura di numerosi trattati.
I principali campi di ricerca hanno interessato la Medicina del Lavoro, la Patologia ambientale, la Tossicologia e la Medicina Interna.
In particolare ricordiamo le ricerche sulle intossicazioni da metalli e da pesticidi, quelle sulle neuropatie da collanti, le ricerche di micotossicologia nonché quelle sulla patologia ambientale di interesse internistico, quelle di ecocardiografia, quelle sul metabolismo minerale e sulla calcolosi renale.
Professore fuori ruolo nel 1990 e in pensione dal 1992.
Prof. Antonino Fava
19 dicembre 1997
È scomparso il 19 dicembre 1997 il professore Antonino Fava, Ordinario di Chimica organica e Professore Emerito nella Facoltà di Chimica Industriale.
Il prof. Antonino Fava, nato a Reggio Calabria il 23 settembre 1923, si è laureato in Chimica nel 1948 all'Università di Padova.
Nel 1954 ha ottenuto la Libera Docenza in Radiochimica.
Nel 1958, quale vincitore di concorso, diviene professore Straordinario di Chimica generale ed inorganica all'Università di Camerino e, successivamente, viene chiamato alla stessa cattedra dall'Università di Perugia (1962/64) e dall'Università di Pisa (1964/68 e 1971/74).
Nel 1968 viene invitato dall'Università di Ginevra (Svizzera) a ricoprire la cattedra di Chimica organica che terrà fino al 1970.
Dal 1974 è Professore Ordinario prima di Chimica fisica organica e, successivamente, di Chimica organica presso la Facoltà di Chimica Industriale dell'Università di Bologna.
Numerosi sono stati i periodi trascorsi all'estero, invitato quale Visiting Professor, nel 1967, '70, '71, e 1982.
Tra i riconoscimenti ricevuti dal prof. Fava, vanno citati: la nomina a Distinguished Foreign Visiting Scholar da parte della Mid America State University Association, il conferimento della Medaglia d'Oro dei benemeriti della Scuola, della Cultura e dell'Arte (1986), la medaglia Raffaele Piria della Società Chimica Italiana (1988).
Su invito del Magnifico Rettore dell'Università di Bologna è stato membro della commissione preparatoria del IX Centenario e del Consiglio di Amministrazione del Polo Scientifico Tecnologico.
I suoi interessi scientifici abbracciano un vasto campo del sapere chimico e alla sua scuola si sono formati molti ricercatori che ricoprono attualmente cattedre in diverse università italiane. Le sue ricerche, pubblicate in oltre 100 articoli sulle riviste internazionali più prestigiose, hanno affrontato i problemi dei meccanismi di reazione in chimica organica, con particolare riguardo alle questioni di reattività nei composti organici solforati.
Più recentemente si è occupato di stereochimica e sintesi organica e di elaborazioni di sintomi chirali ricavabili da composti comunemente disponibili.
Prof. Gian Paolo Degani
23 dicembre 1997
È scomparso il 23 dicembre 1997 il prof. Gian Paolo Degani, Professore Associato Confermato di Lingua Inglese nella Facoltà di Scienze della Formazione.
Il prof. Degani era nato a Reggio Emilia il 16 marzo 1926, figlio dello scrittore Giannino Degani.
Dopo la laurea in Lingua e Letterature Straniere presso l'Università di Pisa, nel 1960 fece domanda di insegnamento come Assistente Volontario presso la cattedra di Lingua e Letteratura Inglese nella Facoltà di Magistero, e da allora per trentasette anni insegnò la lingua inglese a vari livelli, fino alla cattedra di seconda fascia. Colleghi ed amici ne apprezzavano la gentilezza d'animo e la generosità, sempre pronto com'era ad accettare gravosi impegni di lavoro; si pensi che per più di dieci anni insegnò la lingua inglese, oltre che agli studenti di Magistero, anche a quelli di Giurisprudenza, senza retribuzione alcuna.
Gli studenti gli erano grati per la totale disponibilità verso i loro problemi di apprendimento, ne apprezzavano la competenza e l'impegno.
Della competenza scientifica resta traccia nelle grammatiche inglesi (strutture grammaticali e sintattiche della lingua inglese, Edizioni Franco, Reggio Emilia, 1967; Teen's English, Cappelli, 1979; English One, Clueb 1981) e nelle ottime traduzioni del teatro elisabettiano di John Middleton, tra le quali ricordiamo la commedia d'intreccio di ascendenza latina Una trappola per il vecchio (CUSL, Bologna, 1989), e la difficile interpretazione di Una partita a scacchi (CUSL, Bologna, 1992) nella quale era trattato sotto forma allegorica un importante e complesso tema politico, ma è stato l'insegnamento e il rapporto diretto di studio con gli allievi il suo impegno principale. Ben più che nelle lezioni in classe, dedicava tutte le sue energie alle esercitazioni individuali, un vero e proprio "tutorato" ante litteram che in silenzio e con umiltà gli faceva ottenere ottimi risultati.
Prof. Mauro Malavolti
23 gennaio 1998
È scomparso il 23 gennaio 1998 il prof. Mauro Malavolti, Associato Confermato di Fisiopatologia applicata alla Medicina nella Facoltà di Medicina e Chirurgia.
Il prof. Mauro Malavolti è nato a Bologna il 15 giugno 1953.
Si è laureato a pieni voti in Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi di Bologna nel 1978. Ha conseguito il diploma di Specializzazione in Medicina interna ed in Gastroenterologia. È stato Research Fellow per 2 anni presso l'Università di Pittsburgh ed in seguito Visiting Assistant presso la George Washington University di Washington.
Assistente ospedaliero presso la Clinica Medica Generale e Terapia Medica I, è stato in seguito Ricercatore Confermato della Facoltà di Medicina e Chirurgia e dal 1o novembre 1992, dopo essere risultato vincitore del concorso nazionale, Professore Associato di Fisiopatologia medica nella medesima Facoltà.
Il prof. Malavolti si è distinto con proficua attività di ricerca nel campo del metabolismo degli acidi biliari, della fisiopatologia e trattamento della litiasi biliare, del metabolismo epatico dei lipidi, lavorando con i professori Luigi Barbara ed Enrico Roda e con il professor Hans Fromm della George Washington University e sviluppando personali ed innovative linee di ricerca.
È autore di 190 pubblicazioni comprendenti lavori originali a stampa su riviste internazionali e nazionali e capitoli di trattati italiani e stranieri.
Il prof. Malavolti si è inoltre particolarmente distinto per una particolare attitudine all'attività didattica rivolta sia agli studenti del Corso di Laurea che a quelli delle Scuole di Specialità dei Corsi di Diploma.
Il prof. Malavolti ha inoltre svolto attività assistenziale con grande competenza ed umanità, aspetto di cui hanno goduto tutti coloro che hanno avuto l'opportunità di avere con lui rapporti di collaborazione o amicizia in questi anni.
Prof. Marco Tibaldi
3 febbraio 1998
È scomparso il 3 febbraio 1998 il prof. Marco Tibaldi, Professore Associato di Controlli automatici nella Facoltà di Ingegneria.
Il prof. Tibaldi, nato a Bologna il 30 novembre 1946, si è laureato in Ingegneria elettronica presso l'Università di Bologna nel 1970.
È stato vincitore di una borsa di studio dell'Università di Bologna nel 1972. Incaricato di insegnamento di Elementi di Analisi funzionale dal 1974 presso la Facoltà di Ingegneria dell'Università di Bologna fino al 1979, dell'insegnamento di Metodi di ottimizzazione dal 1979 al 1983, dell'insegnamento di Controlli automatici II dal 1983.
Assistente Incaricato dal 1976 e Assistente Ordinario dal 1977.
Professore Associato Confermato in Controlli automatici II dal 1984.
Svolge per supplenza l'insegnamento di Controlli Automatici II presso la Facoltà di Ingegneria dell'Università di Ferrara dal 1993.
Svolge per supplenza l'insegnamento di Elementi di automatica II presso il Diploma Universitario in Ingegneria Informatica e Automatica della Facoltà di Ingegneria dell'Università di Bologna dal 1994. Ha svolto attività di ricerca nei seguenti campi: controllo ottimo, controllo robusto, dualità nella teoria di controllo, automazione industriale, controllo di sistemi di sospensione per autoveicoli, controllo della qualità del prodotto di raffinazione.
Prof. Franco Alvisi
16 febbraio 1998
È scomparso il 16 febbraio 1998 il prof. Franco Alvisi, Ordinario di Estimo rurale e contabilità nella Facoltà di Agraria dell'Università degli Studi di Bologna, dove ha iniziato la sua carriera accademica nel 1955.
Nello stesso Ateneo ha svolto tutta la sua attività didattica e di ricerca, ricoprendo prima il ruolo di Assistente e in seguito quello di Ordinario negli insegnamenti di Economia del mercato dei prodotti agricoli e di Estimo rurale e contabilità. La sua produzione scientifica si è concretizzata in oltre 300 pubblicazioni. Fra i principali temi di studio affrontati sono l'economia della produzione e del mercato dei prodotti agricoli, la contabilità e la gestione delle aziende agrarie, l'economia territoriale e l'estimo.
Ha ricoperto la carica di direttore del Centro di studio sulle rilevazioni contabili aziendali del Consiglio Nazionale delle Ricerche dal 1971 al 1990 e dell'Istituto di Estimo Rurale e Contabilità dal 1977 al 1995. In tale veste ha indirizzato e coordinato l'attività dei suoi collaboratori, stimolandone la curiosità e la speculazione e spronandoli al continuo miglioramento e alla ricerca di tematiche di studio sempre nuove ed attuali.
Nell'ambito della Facoltà è stato Presidente del Corso di Laurea in Scienze Agrarie dall'a.a. 1982/83 al 1987/88 ed ha partecipato direttamente all'attività dell'Università di Bologna nel ruolo di Consigliere amministrativo, negli a.a. 1989/90 e 90/91.
Le sue qualità sono state apprezzate anche all'esterno dell'Ateneo, è stato infatti presidente della Società Italiana degli Economisti Agrari, della quale era stato eletto socio onorario, era consigliere dell'Accademia Nazionale di Agricoltura e della Società Italiana di Economia Agro-Alimentare, socio di accademie nazionali e società scientifiche internazionali, membro del comitato scientifico di alcune riviste.
|