Direttore e referente del Progetto:
Prof. Maurizio Tosi (cattedra di Paletnologia) 

Il Progetto Congiunto Italo-Uzbeko “Carta Archeologica della Media Valle dello Zeravshan”, avviato nel 2001, ha come punto di riferimento il Centro Ricerche dell'Università di Bologna a Samarcanda, e vede la collaborazione tra l'Università di Bologna (Dipartimento di Archeologia e Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali), l'Università di Samarcanda e l'Accademia delle Scienze dell'Uzbekistan, con il contributo del MAE (Ministero Affari Esteri Italiano), della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna e dell'Is.I.A.O. (Istituto Italiano per l'Africa e l'Oriente).

Il Progetto nasce con una doppia finalità:

1) Recupero, Tutela e Valorizzazione della città di Samarcanda e del suo territorio

2) Studio del popolamento antico e delle sue dinamiche insediamentali.


La Media Valle dello Zeravshan rappresenta una delle oasi più interessanti di tutta l'Asia Centrale ed ha in Samarcanda il centro di maggior fascino e prestigio. Tuttavia, le grandi opere agricole condotte in maniera sregolata tra gli anni '60 e '80, e spesso ancora in corso d'opera, hanno compromesso e alterato in maniera definitiva i contesti archeologici, rendendo spesso impossibile il riconoscimento delle tracce di possibili frequentazioni antropiche.

Oltre alle ricognizioni e alle indagini sistematiche sul campo, sono stati raggiunti importanti risultati dallalettura della cartografia storica e dall'impiego di immagini satellitari, permettendo di localizzare siti oggi distrutti, di valutarne possibili relazioni con aspetti paleoambientali e, in alcuni casi, ricostruirne dimensioni e planimetria. L'insieme dei dati, provenienti dalle diverse tecniche di indagine, è stato inserito e analizzato in un archivio informatizzato, gestito in ambiente GIS.

Mediante i dati raccolti è in fase di creazione a Samarcanda un ufficio SIT (Sistemi Informativi Territoriali), preposto alla gestione continua e aggiornata di tutti i dati relativi al territorio di Samarcanda e che avrà come base di partenza la stessa Carta Archeologica.




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