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SCAVO DI UN VILLAGGIO MEDIEVALE BAGNOLO IN PIANO (RE)
(a cura di Nicola Mancassola)
Durante le ricognizioni sistematiche di superficie
nella pianura reggiana, si è localizzata a nord del
comune di Bagnolo in Piano, in località S. Tommaso
della Fossa, un'area in cui si era preservato un lembo di
paleosuolo romano. Si tratta di un rinvenimento piuttosto
eccezionale in questa porzione del Reggiano, in quanto usualmente
al di sotto di spesse coltre alluvionali. Nello specifico
si sono localizzati i resti di due strutture: un piccolo rustico
e una grande villa con annessa una fornace per laterizi. Proprio
quest'ultimo rinvenimento si presentava ben conservato, in
quanto per molti anni non era stata soggetto ad arature, visto
che il podere in cui si trovava era sempre stato adibito a
prato stabile e solo di recente destinato a colture cerealicole.
Per tali ragioni, si è proceduto ad una serie di accurate
indagini di superficie volte a determinare con precisione
il potenziale archeologico del sito in questione. Dai dati
emersi si è potuto appurare una complessa articolazione
funzionale che dall'età romana arriva ai secoli finali
del Medioevo. Proprio per cercare di definire meglio le fasi
di quest'ampia frequentazione diacronica del sito, dal 2006
al 2008 si è proceduto allo scavo archeologico
Dai dati ottenuti finora è stato possibile individuare
una villa di età romana (I-III secolo d. C), di cui
si è indagata una serie di piani d'uso utilizzati per
attività di vario tipo. Tra queste le più evidenti
riguardano aree, che per un lungo periodo furono oggetto di
una ripetuta esposizione ad una fonte di calore. Al momento
non è possibile determinare la funzione di tali attività,
non essendo stati trovati scarti di lavorazione di alcun tipo.
La cronologia di utilizzo, in base ad una prima analisi preliminare
dei reperti rinvenuti sembrerebbe collocarsi tra I e III secolo
d. C.
Successivamente, in età tardo antica (IV-V secolo),
sui ruderi della villa si sviluppò un insediamento
testimoniato dai resti di buche di palo, in relazione piani
d'uso formati da pezzame di laterizio di piccole dimensioni,
poggiante su di un consistente vespaio di laterizi reimpiegati
con funzione drenate. Da segnalare ai limiti sud dell'insediamento
la presenza di un piccolo pozzo in ciottoli fluviali e laterizi
utilizzato per l'approvvigionamento idrico (figura 1).
Sempre a questo periodo risale un cimitero con sepolture (orientate
est-ovest) poste a breve distanza le une dalle altre. Nello
specifico si sono localizzati i resti di 5 individui deposti
in fossa semplice (figura 2). Da segnalare la presenza di
una tomba alla cappuccina di cui si è conservato solo
il fondo, giacché la parte superiore è stata
distrutta dalle arature. Appartengono ad una fase successiva
alcune buche di palo che talora tagliano gli inumati.
All’inizio del Medioevo (VI-X secolo) la zona fu abbandonata,
lasciando spazio alla foresta e alla palude, come ci testimoniano
alcuni strati di argilla che, almeno nella porzione scavata,
separano i livelli tardoantichi da quelli medievali. La composizione
di tali strati indica che l'orizzonte del suolo si formò
in seguita alla presenza di prati, soggetti a lievi fenomeni
stagionali di ristagno delle acque.
Solo a partire dall'XII secolo riappaiono segni di occupazione.
In prima battuta si procedette alla bonifica della zona con
fossi di scolo per il drenaggio delle acque (figura 3). In
seguito si realizzarono strutture abitative in legno, poggianti
su di un vespaio di laterizi e coppi, utilizzato come piano
drenante per impostare l'edificio stesso.
L'insediamento fu occupato fino agli inizi del XIV secolo,
quando l'area venne abbandonata.
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Pozzo di età tardo antica

Sepolture di età tardo antica

Fossi di drenaggio di età medievale
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