(a cura di Andrea Augenti)
A partire dal 2001 l’insegnamento di Archeologia Medievale
dell’Università di Bologna – sede di Ravenna, si è
impegnato in una serie di progetti ed interventi di scavo
presso la città abbandonata di Classe, a Sud di Ravenna.
La città, preceduta da alcune necropoli e ville in
età imperiale, nacque nel V secolo come centro-satellite
della vicina Ravenna, e in particolare come porto commerciale
di quest’ultima, al momento in cui venne scelta come sede
imperiale d’Occidente. Gli scavi hanno avuto come oggetto
tre siti in particolare, tutti compresi nell’area della città
murata il porto, il complesso di San Severo e la Basilica
Petriana.
1. Il porto
Nel quartiere portuale di Classe, oggetto di indagini dal
2001 al 2005, sono innanzitutto venute alla luce alcune tracce
di occupazione di età imperiale. Si tratta di poche
strutture, probabilmente riconducibili ad una villa suburbana
con fasi di II-III secolo. A questa è da riferire,
tra l’altro, un pavimento a mosaico in tessere bianche e nere
con decorazione geometrica.
All’inizio del V secolo risale invece la realizzazione dell’impianto
portuale vero e proprio. Si tratta di un porto-canale, articolato
su due principali infrastrutture: il canale che poneva in
comunicazione la costa con l’interno e, più a nord,
la città di Ravenna; e una strada con pavimentazione
in basoli che – almeno per un tratto – aveva un andamento
parallelo allo stesso canale.
Il quartiere era costituito essenzialmente da magazzini, affacciati
sul canale e sulla strada. Questi edifici hanno restituito
quantitativi straordinari di ceramiche, grazie alle quali
sono stati definiti nel dettaglio i rapporti commerciali tra
Ravenna e il Mediterraneo. L’impianto ebbe una vita piuttosto
lunga, e quasi ogni edificio fu interessato da trasformazioni
di carattere differente nel corso del tempo. La lenta scomparsa
del porto inizia già nella seconda metà del
VII secolo, quando i volumi delle merci si rarefanno a causa
del declino del grande commercio transmarino e alcuni magazzini
vengono occupati da piccole abitazioni. Contemporaneamente
trovano posto nel quartiere alcune sepolture. L’occupazione
prosegue almeno fino all’VIII secolo, quando ormai i magazzini
sono quasi completamente in rovina e vengono in parte sostituiti
da piccole strutture seminterrate in legno.
2. San Severo
La basilica di San Severo, individuata sul terreno e parzialmente
portata alla luce negli anni’60 del secolo scorso, dal 2006
è al centro di un nuovo progetto di scavo e indagini
archeologiche.
Le prime tracce di occupazione dell’area consistono principalmente
nei resti di una villa suburbana. Si tratta di un complesso
notevole, di cui facevano parte svariati ambienti con pavimentazione
a mosaico e in cocciopesto, vasche rivestite in marmo e un
impianto termale. La fase più antica delle strutture
sembra risalire all’età augustea. Non lontana dalla
villa si trovava una necropoli.
L’impianto fu verosimilmente occupato fino all’inizio del
VI secolo, epoca alla quale risale il pavimento a mosaico
più tardo. Già nella prima metà del V
secolo la zona accolse un piccolo edificio rettangolare absidato,
probabilmente il monasterium di S. Ruffillo nel quale venne
originariamente traslato il corpo del vescovo Severo. In seguito,
verso gli ultimi decenni del VI secolo, il monastero fu affiancato
a Sud da un altro edificio a pianta rettangolare, di dimensioni
analoghe, e a Nord dalla basilica. Questa era un notevole
organismo architettonico a tre navate, preceduto da un nartece
e concluso ad Est da un’unica abside, poligonale all’esterno
e semicircolare all’interno. Le dimensioni dell’aula sono
pari a m 65 x 27. Accanto all’abside fu poi costruita in un
secondo momento un’aula di forma quadrata, con orientamento
differente, la cui pavimentazione in laterizi risulta realizzata
nel corso del VII secolo.
Fin dall’epoca della costruzione del complesso alcuni nuclei
di sepolture si concentrarono nei pressi della basilica, in
particolare attorno all’abside e ai muri perimetrali.
Alcune strutture riferibili al monastero altomedievale, la
cui prima menzione risale al X secolo, sono state rinvenute
a ridosso della basilica sul lato Nord; tra queste si individua
una torre. Nel corso del XII secolo si colloca poi la costruzione
del campanile, una struttura in laterizi a pianta quadrata
(m 7 x 7.40). A Sud della basilica, invece, nel corso della
campagna 2008 sono venuti alla luce i resti del chiostro bassomedievale
del monastero e di alcuni ambienti affacciati su di esso.
Dopo un lungo declino, dovuto anche ad una serie di attività
di spoliazione degli arredi interni, la basilica fu poi ricostruita
con dimensioni inferiori alle precedenti, una prima volta
nel XV secolo ed una seconda nel XVIII.
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3. La Basilica Petriana
Nell’ottobre del 2008 si è svolta una campagna di
valutazione del deposito archeologico della Basilica Petriana,
il più grosso edificio ecclesiastico di Classe. Le
indagini, precedute e indirizzate da una indagine magnetometrica,
hanno portato alla luce alcune strutture della basilica, tra
cui il muro perimetrale Sud, nonché una parte della
pavimentazione originaria in opus sectile databile al V secolo,
ancora in situ. I risultati dell’intervento sono in corso
di elaborazione, ma il rinvenimento dei resti della basilica
– che conferma definitivamente la localizzazione del monumento
e la sua cronologia su base stratigrafica - è un evento
di notevole portata per il progresso delle conoscenze su Classe.
Bibliografia
A. Augenti, E. Cirelli, N. Mancassola, V. Manzelli
2003 Archeologia medievale a Ravenna: un progetto per la città ed il territorio,
in «Atti del III Congresso Nazionale di Archeologia Medievale (Salerno, ottobre 2003)», Peduto, P. (ed.), Firenze 2003, pp. 271-278.
G. Bermond Montanari
1983 Ravenna e il porto di Classe. Vent'anni di ricerche archeologiche tra Ravenna e Classe,
Ravenna 1983.
M. G. Maioli
1990 La topografia della zona di Classe, in «Storia di Ravenna, I, L'evo antico», Susini, G.
(ed.), Venezia 1991, pp. 375-414.
M. G. Maioli
1991 Strutture economico-commerciali e impianti produttivi,
in «Storia di Ravenna, II, Dall'età bizantina all'età ottoniana», Carile, A. (ed.), Venezia 1991, pp. 223-247.
M. G. Maioli, M.L. Stoppioni
1987 Classe e Ravenna fra Terra e Mare, Ravenna 1987.