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Progetti di ricerca   Decimano

 

 

RICOGNIZIONI NEL TERRITORIO DECIMANO


(a cura di Nicola Mancassola)

Introduzione

  Nel 2002 ha preso avvio un progetto di ricerca volto alla comprensione delle dinamiche insediative della pianura a sud di Ravenna (territorio Decimano) tra la fine dell'età romana e gli ultimi secoli del Medioevo (IV-XV secolo). La zona interessata (1) dalla ricerca comprende una vasta porzione di territorio delimitato a nord dalla città di Ravenna, ad est dal fiume Savio, ad ovest dal Ronco e a sud dalla via Emilia. Si tratta di un territorio che assunse sin dall’età preistorica una notevole importanza essendo a ridosso dei primi rilievi appenninici, in stretto contatto con il mare ed inserito nelle principali rotte economico-commerciali (figura 1).


La metodologia adottata

  Da un punto di vista metodologico (2), si è proceduto sul campo per file parallele, mantenendo una distanza tra i ricognitori pari a 10 metri. La scelta di un'elevata intensità si è resa necessaria per rinvenire strutture d'epoca altomedievale, caratterizzate da ridotte dimensioni e da una cultura materiale limitata.
  Una volta localizzati siti archeologici, si è passati alla fase di documentazione di quanto rinvenuto e alla raccolta del materiale individuato. A tal proposito tre sono state le strategie adottate.
  Nel caso di contingenti problemi di ricerca, quali campi di barbabietole già seminati, si è applicata una documentazione per file, che ha permesso di mantenere un buon grado d'informatività, nonostante una serie di limiti che, usando una similitudine con lo scavo stratigrafico, potremmo paragonare a quelli derivanti dall'utilizzo di trincee rispetto a grandi aree.
  Di fronte a clusters isolati di materiali d'epoca medievale, si è invece adottata una documentazione per area, dapprima, delimitando la zona di dispersione dei manufatti e, in seguito, raccogliendo i reperti presenti in superficie (a esclusione dei materiali da costruzione).
  Infine, in presenza di complesse aree archeologiche d'epoca medievale (insediamenti accentrati) oppure di siti pluristratificati con un'ampia diacronia di utilizzo (ville romane, con fasi tardoantiche e medievali), si è proceduto alla quadrettatura con un modulo compreso, a seconda del grado di leggibilità e conservazione del dato di superficie, tra i 4 (2x2) e i 25 (5x5) metri quadrati (figura 2). Tale scelta si è resa necessaria soprattutto per comprendere la dislocazione topografica delle diverse aree di frequentazione che solo in parte si sovrappongono e, in genere, occupano distinte porzioni delle strutture più antiche.


L’età romana
(a cura di Valentina Manzelli)

  I primi due anni di indagine hanno fornito numerosi dati utili alla comprensione delle modalità insediative della campagna a sud di Ravenna fin dalla prima romanizzazione in rapporto alla città e, successivamente, al centro tardoantico di Classe. Tra gli obiettivi prefissati spiccava il tentativo di chiarire i rapporti tra la viabilità terrestre e fluvio-lagunare e le tracce di insediamento antico.
  Le informazioni raccolte evidenziano l’estraneità della via del Dismano rispetto al disegno di occupazione territoriale di età romana. Questo tracciato, la cui denominazione di origine miliare risale al Medioevo, ma che si ritiene ricalchi un asse viario protostorico, non mostra alcun rapporto con i pur numerosi siti romani rintracciati nelle vicinanze. Al contrario, l’assetto territoriale decimano sembra condizionato dalla direttrice delle vie Vecchia Garetta – Ponte della Vecchia. Quest’ultimo, allineato con la via del Confine, interrotta all’altezza di Pisignano e costituente l’asse generativo della centuriazione cervese, mostra un rapporto non solo con vecchi canali di drenaggio e strade carraie ancora attivi in questo tratto di campagna, ma pure con le tracce di numerosi insediamenti di età romana e preromana.
  Di particolare interesse, inoltre, risulta la ricorrenza di continuità di occupazione e insediamento delle medesime aree dall’età del Ferro a quella romana repubblicana. Materiali ceramici dell’età del Ferro si rinvengono infatti in molte aree interessate da una precoce presenza romana.
  Per quanto riguarda la tipologia dei siti individuati si segnala la presenza di numerosissime ville rustiche con parti residenziali di pregio, che testimoniano un alto tenore economico e stretti rapporti con l’Italia centrale e costiera. Il numero elevato di attestazioni di questo tipo, concentrate in un’area non vasta, evidenzia la necessità di un’attenta analisi dei dati per comprendere il modello insediativo di questa porzione di territorio, forse condizionata dalla presenza di specchi d’acqua verso est, ma con implicazioni sulle modalità di sfruttamento dello spazio agricolo che è necessario chiarire.


Le tendenze del popolamento rurale tra tardo antico e alto Medioevo

(a cura di Nicola Mancassola)

  In età tardoantica (secoli IV-VI) si assiste ad una leggera riarticolazione del precedente assetto insediativo romano, testimoniata dalla scomparsa di alcuni edifici rurali e da un processo di gerarchizzazione delle ville d’età imperiale. Quest’ultime sembrano seguire due destini differenti. Talvolta persistono grandi complessi residenziali con ambienti mosaicati ed elaborate decorazioni marmoree, pienamente inseriti nei principali circuiti commerciali dell’epoca, come dimostrano gli abbondanti ritrovamenti di anfore e ceramiche fini da mensa sia africane, sia orientali. In altri casi le ville sono interessate da processi di degrado e ridimensionamento che però non portano quasi mai all’abbandono completo dell’edificio, ma ad un utilizzo parziale dello stesso. Non è infatti infrequente trovare sui resti di queste strutture tracce di piccole abitazioni in legno o in laterizi di reimpiego, caratterizzate da una cultura materiale molto povera.
  Durante l’altomedioevo (VII-X secolo) si nota un’ulteriore evoluzione dell’insediamento rurale. Innanzi tutto non esistono più grandi edifici residenziali (ville), ma cominciano ad assumere sempre maggior importanza le pievi che diventano sia poli religiosi, sia centri amministrativi di controllo e di organizzazione delle campagne. Anche da un punto di vista insediativo si notano alcune differenze. Se infatti persiste un modello di popolamento sparso, per la prima volta cominciano ad apparire dei nuclei accentrati. Si tratta di piccoli agglomerati costituiti da alcune abitazioni di modeste dimensioni, perlopiù in materiale deperibile (legno) e con un limitato reimpiego di laterizi romani (figura 3). Accanto a questi nuovi centri, si trovano sparsi sul territorio singoli edifici rurali, in alcuni casi eredi di unità abitative d’epoca tardoantica, in altri sorti ex novo su aree disabitate.


Note

(1) Le ricognizioni sono state dirette sul campo oltre che dallo scrivente dalla dott.ssa Valentina Manzelli e dalla dott.ssa Marilisa Ficara. Sulla struttura del progetto di ricerca si rimanda a: AUGENTI et al. 2003; AUGENTI, MANCASSOLA, MANZELLI 2004, AUGENTI et el. 2005.
(2) Su tali aspetti si rimanda a MANCASSOLA 2006.


Bibliografia

AUGENTI A., CIRELLI E., MANCASSOLA N., MANZELLI V. 2003, Archeologia Medievale a Ravenna: un progetto per la città e il territorio, in FIORILLO R., PEDUTO P. (a cura di), III Congresso Nazionale di Archeologia Medievale, Salerno, pp. 271-278.

AUGENTI A., MANCASSOLA N., MANZELLI V. 2004, Il territorio Decimano (Ravenna), in GUAITOLI M.T., MARCHETTI N., SCAGLIARINI D., Scoprire. Scavi del Dipartimento di Archeologia, Bologna, pp. 65-68.

AUGENTI A., DE BRASI G., FICARA M., MANCASSOLA N. 2005, L'Italia senza corti? L'insediamento rurale in Romagna tra VI e IX secolo, in BROGIOLO G. P., CHAVARRIA ARNAU A., VALENTI M., Dopo la fine delle ville: le campagne dal VI al IX secolo, Mantova, pp. 17-52.

CAMBI F., TERRENATO N.
1994   Introduzione all'archeologia dei paesaggi, Carocci, Roma 1994.

CAMPANA A.
1941   Decimo, Decimano, Dismano. Ricerche di topografia romana e medievale della pianura romagnola, in «Emilia Romana», I, Firenze 1941, pp. 1-40.

MAIOLI M. G.
2000   Il territorio decimano in epoca romana, in Montevecchi, Novara 2000, pp. 25-41.

MANCASSOLA N. 2006, Interpretazione di superficie del dato altomedievale in area padana. Il territorio a sud di Ravenna (Decimano) e la pianura a nord di Reggio Emilia, in MANCASSOLA N., SAGGIORO F., Medioevo, paesaggi e metodi, Mantova, pp. 115-146.

MIARI M.
2000   Un crocevia antico: il territorio delle Ville Unite in età preromana, in Montevecchi, Novara 2000, pp. 11-24.

MONTEVECCHI G.
2000   Continuità abitativa negli insediamenti rustici ed urbano-rustici delle Ville Unite fra epoca romana e periodo altomedievale, in Montevecchi, Novara 2000, pp. 69-95.

MONTEVECCHI G., NOVARA P.(eds.)
2000   …In agro decimano. Per un catalogo del patrimonio storico archeologico del territorio a sud di Ravenna, Ravenna 2000.

ORTON C.
2000   Sampling in Archaeology, Cambridge 2000.

SUSINI G.
1967   Per una problematica della colonizzazione romana: i quesiti del Dismano, in «Studi Romagnoli» XVIII, 1967, pp. 227-254.

SUSINI G.
1971   Il momento politico della via Popillia, «Corsi di cultura sull’arte ravennate e bizantina» XVIII, 1971, pp. 507-519.

 

 

 

 

 


La ricognizione del territorio
Decimano: localizzazione
del contesto geografico
e campionatura



Fasi di quadrettatura



San Zaccaria (RA), rilievo dei diversi affioramenti di materiali riferibili
ad un sito accentrato altomedievale



Carta di una porzione del territorio
Decimano presso San Zaccaria,
con le principali evidenze
archeologiche identificate
mediante la ricognizione
di superficie. In massima
parte si tratta di ville rustiche
di età romana



Dettaglio di un transetto
(zona via Erbosa-S. Zaccaria)
con indicazione dei campi
effettivamente ricogniti ed i siti archeologici rinvenuti



Un momento della ricerca
sul campo: la raccolta intensiva
dei materiali