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Progetti di ricerca   Castello di Zena

 

 

IL CASTELLO DI ZENA (CARPANETO PIACENTINO, PC)



Analisi archeologica dell'elevato
(a cura di Andrea Fiorini)


  Il castello di Zena si trova nel comune di Carpaneto Piacentino (PC), in area di pianura, lungo la strada che collega in direzione Sud-Est la via Emilia ai primi rilievi collinari (fig. 1). Il complesso architettonico, con fronte d’ingresso rivolto ad Ovest, è sprovvisto di cinta difensiva e occupa una superficie quasi quadrata (m 35x38) di circa 1400 mq. La corte interna è delimitata da quattro corpi di fabbrica a pianta rettangolare collegati agli angoli Nord-Est e Sud-Ovest da due torri, una posta a filo di pianta, l’altra di poco sporgente (fig. 2).
  Dal 24 al 28 luglio si sono svolte le analisi stratigrafiche e delle tecniche costruttive del castello. La registrazione delle evidenze stratigrafiche ha previsto, come prima fase del lavoro, una completa restituzione di tipo fotografico dei paramenti murari. Sulle basi fotografiche si sono riportati i perimetri di US e i simboli relativi ai rapporti stratigrafici. Per l’osservazione ravvicinata dei punti veramente interessanti o fondamentali per la corretta comprensione dei rapporti stratigrafici si è fatto ricorso ad una piattaforma aerea e a foto ad altissima definizione (fig. 3). I rilievi stratigrafici realizzati sul campo si sono infine rivisti e corretti in laboratorio durante la loro rielaborazione al computer. Procedendo inoltre per campioni rappresentativi è stata condotta l’analisi delle tecniche costruttive di murature, aperture ed apparati decorativi.
  Per l’interpretazione della sequenza cronologica delle fasi edilizie del castello si sono tenute in considerazione tutte le informazioni ottenute dallo scavo del deposito sepolto, dall’esame della documentazione d’archivio, dall’analisi comparativa dei castelli posti in prossimità di Zena ed infine dalle indagini archeometriche dei materiali da costruzione. I risultati definitivi di queste analisi non sono ancora disponibili, pertanto bisogna considerare la sequenza cronologica delle fasi edilizie del castello come una ipotesi di lavoro che potrà essere confermata o smentita.
  Alla fine del XIV secolo viene costruito a Zena un complesso architettonico fortificato del quale oggi si conservano una torre a pianta quadrata - con coronamento merlato a filo di parete - e due brani di una cinta muraria (o pertinenti a corpi di fabbrica) collegati ad essa a filo di pianta. Tra il XV e gli inizi del XVI secolo l'edificio viene sopraelevato di un piano e aggiunti due grandi corpi di fabbrica rettangolari per conferire alla pianta del castello una forma quadrata e ricavare una corte interna. Nell’angolo Sud-Ovest i nuovi corpi di fabbrica sono collegati ad un avancorpo a pianta quadrata, probabilmente una torre. L’assetto architettonico del castello muta nuovamente tra la metà del XVIII e gli inizi del XIX secolo quando il corpo di fabbrica Sud e l’annessa torre d’angolo vengono smantellati conferendo alla pianta del castello una forma a U (fig. 4).



Lo scavo archeologico
(a cura di Mila Bondi, Giorgia Musina)

  Nell’autunno 2006 e 2007, presso il Castello di Zena (PC), sono state effettuate due campagne di indagini archeologiche eseguite da studenti dell’Università di Bologna, sotto la direzione scientifica del Prof. Andrea Augenti (Insegnamento di Archeologia Medievale, Università di Bologna – Sede di Ravenna). Gli interventi sono inseriti all’interno del Progetto S.O.C.R.A.T.E.S., che vuole individuare un percorso modello per il corretto approccio al tema del riuso e valorizzazione di un edificio storico(1).
  Gli interventi archeologici effettuati sono stati di due tipi: una serie di trincee per indagare il deposito laddove era prevista la costruzione di alcune strutture e tre saggi stratigrafici. La collocazione delle aree di scavo è avvenuta tenendo presenti i risultati di prospezioni geofisiche e carotaggi eseguiti nell’area circostante il castello.
  A Nord dell’edificio è stata individuata una ghiacciaia: si tratta di una struttura interrata, rinforzata da otto piccoli contrafforti radiali, costruita in ciottoli e laterizi legati in malta e utilizzata per la conservazione dei cibi. Il diametro della parte alta è di circa 6,5 m e la struttura, che si restringe verso il basso, scende ad una profondità di 3 m; si ipotizza che la copertura, di cui è stato scavato lo strato di crollo, fosse fatta a cupola, con ciottoli e laterizi, e che presentasse un’apertura per accedere all’interno. Non risulta ci fosse un piano pavimentale in quanto, al di sotto del crollo, è stato individuato uno strato di argilla sterile priva di inclusi sul quale si imposta la ghiacciaia.
  Una planimetria del 1701, copia di un disegno originario del Cinquecento, indica proprio in questa zona l’esistenza di una costruzione detta ‘giacciara’; questo permette di collocare la struttura ad un periodo non successivo al XVI secolo.
  A Sud del castello, in un’area ora destinata a prato, è stata riportata alla luce una fornace per mattoni, di forma quadrata di 5 m di lato. Presenta una struttura fatta in argilla concottata rivestita da una scialbatura in argilla; l’intera costruzione era seminterrata ed è dotata, sul lato Sud, di due prefurni, uno dei quali conserva intatta ancora la volta in laterizi. Tali prefurni proseguivano all’interno della camera di combustione con due vasche, di circa 65 cm di larghezza e 3 m di lunghezza, dentro alle quali era posto il combustibile. I mattoni ritrovati all’interno sono posizionati in file parallele, giustapposti per taglio, su un piano costituito da laterizi suddiviso in tre corsie: potrebbero essere scarti di cottura riutilizzati come sostegno per il piano di cottura provvisorio. Più complesso risulta ricostruire la copertura in quanto completamente distrutta.
  La struttura presenta, presso la facciata, una serie di muretti in mattoni con funzione di contenimento del terreno in cui il complesso era scavato.
  Dalle due vasche interne alla camera di combustione partivano due tubi fatti di tegole infilate l’una nell’altra che correvano internamente ai prefurni verso l’esterno: potrebbero essere parte del sistema di aerazione della camera di cottura. La datazione del complesso risulta incerta.
  L’ultima area indagata è all’interno del fossato che circonda il castello, nella parte meridionale ed orientale. Qui, immediatamente sotto lo strato di humus, sono state riportate alla luce le fondazioni della quarta ala dell’edificio che nel XVI secolo era di forma quadrata e dotato di una torre angolare sporgente all’estremità Ovest, probabilmente di rappresentanza. Questa è risultata essere legata alla fondazione dell’ala meridionale del castello e pertanto ad essa contemporanea. Le fondazioni sono costruite in ciottoli e mattoni legati in malta; entrambe presentano un unico paramento in mattoni disposti per taglio, disposto sul lato rivolto verso il fossato, ed un nucleo interno.

Note

(1) Altri partner del progetto sono il C.N.R. - Istituto per le Tecnologie Applicate ai Beni Culturali di Roma, il Politecnico di Torino - Dipartimento di Ingegneria del Territorio, dell’Ambiente e delle Geotecnologie e il Politecnico di Milano - Centro per lo Sviluppo del Polo di Piacenza.

 

 

 

 

 


Figura 1



Figura 2



Figura 3



Figura 4



Planimetria generale



Ghiacciaia



Fornace