Il castello di Zena si trova nel comune di Carpaneto
Piacentino (PC), in area di pianura, lungo la strada che collega
in direzione Sud-Est la via Emilia ai primi rilievi collinari
(fig. 1). Il complesso architettonico, con fronte d’ingresso
rivolto ad Ovest, è sprovvisto di cinta difensiva e
occupa una superficie quasi quadrata (m 35x38) di circa 1400
mq. La corte interna è delimitata da quattro corpi
di fabbrica a pianta rettangolare collegati agli angoli Nord-Est
e Sud-Ovest da due torri, una posta a filo di pianta, l’altra
di poco sporgente (fig. 2).
Dal 24 al 28 luglio si sono svolte le analisi stratigrafiche
e delle tecniche costruttive del castello. La registrazione
delle evidenze stratigrafiche ha previsto, come prima fase
del lavoro, una completa restituzione di tipo fotografico
dei paramenti murari. Sulle basi fotografiche si sono riportati
i perimetri di US e i simboli relativi ai rapporti stratigrafici.
Per l’osservazione ravvicinata dei punti veramente interessanti
o fondamentali per la corretta comprensione dei rapporti stratigrafici
si è fatto ricorso ad una piattaforma aerea e a foto
ad altissima definizione (fig. 3). I rilievi stratigrafici
realizzati sul campo si sono infine rivisti e corretti in
laboratorio durante la loro rielaborazione al computer. Procedendo
inoltre per campioni rappresentativi è stata condotta
l’analisi delle tecniche costruttive di murature, aperture
ed apparati decorativi.
Per l’interpretazione della sequenza cronologica delle fasi
edilizie del castello si sono tenute in considerazione tutte
le informazioni ottenute dallo scavo del deposito sepolto,
dall’esame della documentazione d’archivio, dall’analisi comparativa
dei castelli posti in prossimità di Zena ed infine
dalle indagini archeometriche dei materiali da costruzione.
I risultati definitivi di queste analisi non sono ancora disponibili,
pertanto bisogna considerare la sequenza cronologica delle
fasi edilizie del castello come una ipotesi di lavoro che
potrà essere confermata o smentita.
Alla fine del XIV secolo viene costruito a Zena un complesso
architettonico fortificato del quale oggi si conservano una
torre a pianta quadrata - con coronamento merlato a filo di
parete - e due brani di una cinta muraria (o pertinenti a
corpi di fabbrica) collegati ad essa a filo di pianta. Tra
il XV e gli inizi del XVI secolo l'edificio viene sopraelevato
di un piano e aggiunti due grandi corpi di fabbrica rettangolari
per conferire alla pianta del castello una forma quadrata
e ricavare una corte interna. Nell’angolo Sud-Ovest i nuovi
corpi di fabbrica sono collegati ad un avancorpo a pianta
quadrata, probabilmente una torre. L’assetto architettonico
del castello muta nuovamente tra la metà del XVIII
e gli inizi del XIX secolo quando il corpo di fabbrica Sud
e l’annessa torre d’angolo vengono smantellati conferendo
alla pianta del castello una forma a U (fig. 4).
Lo scavo archeologico
(a cura di Mila Bondi, Giorgia Musina)
Nell’autunno 2006 e 2007, presso il Castello di Zena
(PC), sono state effettuate due campagne di indagini archeologiche
eseguite da studenti dell’Università di Bologna, sotto
la direzione scientifica del Prof. Andrea Augenti (Insegnamento
di Archeologia Medievale, Università di Bologna – Sede
di Ravenna). Gli interventi sono inseriti all’interno del
Progetto S.O.C.R.A.T.E.S., che vuole individuare un percorso
modello per il corretto approccio al tema del riuso e valorizzazione
di un edificio storico(1).
Gli interventi archeologici effettuati sono stati di due tipi:
una serie di trincee per indagare il deposito laddove era
prevista la costruzione di alcune strutture e tre saggi stratigrafici.
La collocazione delle aree di scavo è avvenuta tenendo
presenti i risultati di prospezioni geofisiche e carotaggi
eseguiti nell’area circostante il castello.
A Nord dell’edificio è stata individuata una ghiacciaia:
si tratta di una struttura interrata, rinforzata da otto piccoli
contrafforti radiali, costruita in ciottoli e laterizi legati
in malta e utilizzata per la conservazione dei cibi. Il diametro
della parte alta è di circa 6,5 m e la struttura, che
si restringe verso il basso, scende ad una profondità
di 3 m; si ipotizza che la copertura, di cui è stato
scavato lo strato di crollo, fosse fatta a cupola, con ciottoli
e laterizi, e che presentasse un’apertura per accedere all’interno.
Non risulta ci fosse un piano pavimentale in quanto, al di
sotto del crollo, è stato individuato uno strato di
argilla sterile priva di inclusi sul quale si imposta la ghiacciaia.
Una planimetria del 1701, copia di un disegno originario del
Cinquecento, indica proprio in questa zona l’esistenza di
una costruzione detta ‘giacciara’; questo permette di collocare
la struttura ad un periodo non successivo al XVI secolo.
A Sud del castello, in un’area ora destinata a prato, è
stata riportata alla luce una fornace per mattoni, di forma
quadrata di 5 m di lato. Presenta una struttura fatta in argilla
concottata rivestita da una scialbatura in argilla; l’intera
costruzione era seminterrata ed è dotata, sul lato
Sud, di due prefurni, uno dei quali conserva intatta ancora
la volta in laterizi. Tali prefurni proseguivano all’interno
della camera di combustione con due vasche, di circa 65 cm
di larghezza e 3 m di lunghezza, dentro alle quali era posto
il combustibile. I mattoni ritrovati all’interno sono posizionati
in file parallele, giustapposti per taglio, su un piano costituito
da laterizi suddiviso in tre corsie: potrebbero essere scarti
di cottura riutilizzati come sostegno per il piano di cottura
provvisorio. Più complesso risulta ricostruire la copertura
in quanto completamente distrutta.
La struttura presenta, presso la facciata, una serie di muretti
in mattoni con funzione di contenimento del terreno in cui
il complesso era scavato.
Dalle due vasche interne alla camera di combustione partivano
due tubi fatti di tegole infilate l’una nell’altra che correvano
internamente ai prefurni verso l’esterno: potrebbero essere
parte del sistema di aerazione della camera di cottura. La
datazione del complesso risulta incerta.
L’ultima area indagata è all’interno del fossato che
circonda il castello, nella parte meridionale ed orientale.
Qui, immediatamente sotto lo strato di humus, sono state riportate
alla luce le fondazioni della quarta ala dell’edificio che
nel XVI secolo era di forma quadrata e dotato di una torre
angolare sporgente all’estremità Ovest, probabilmente
di rappresentanza. Questa è risultata essere legata
alla fondazione dell’ala meridionale del castello e pertanto
ad essa contemporanea. Le fondazioni sono costruite in ciottoli
e mattoni legati in malta; entrambe presentano un unico paramento
in mattoni disposti per taglio, disposto sul lato rivolto
verso il fossato, ed un nucleo interno.
Note
(1) Altri partner del progetto sono il C.N.R. - Istituto
per le Tecnologie Applicate ai Beni Culturali di Roma, il
Politecnico di Torino - Dipartimento di Ingegneria del Territorio,
dell’Ambiente e delle Geotecnologie e il Politecnico di Milano
- Centro per lo Sviluppo del Polo di Piacenza.