La terza sala introduce ai materiali rinvenuti sul Monte Tamburino, che fu occupato da una necropoli, databile tra la fine del V e la metà del III sec a.C., che ha restituito circa 170 tombe, di cui 161 da scavi archeologici regolari (128 a inumazione e 38 a incinerazione). In questa sala sono documentate le 4 fasi della necropoli di Monte Tamburino : le tombe più antiche appartengono a genti etrusche, mentre quelle più recenti a genti celtiche ed etrusche. La comparsa dei Celti nella comunità di Monte Bibele si data a circa il 380 a.C. Gli oggetti del corredo comprendono oggetti di parure e di ornamento, un servizio per il banchetto e armi di ferro, oltre che oggetti indicativi dello stato sociale, del sesso e dell'età del defunto.
Tra le vetrine che documentano i corredi delle sepolture nelle diverse fasi cronologiche, grande risalto è dato alla tomba 116, quale tipo di sepoltura dell'ultimo periodo di sepoltura della necropoli. Tra il 300 e il 250 a.C. si assiste infatti alla nascita di un nuovo raggruppamento di sepolture, caratterizzato da tombe di individui eminenti, cui sono riservati il rito dell'incinerazione e la deposizione di un abbondante corredo di ceramiche e utensili metallici per la mensa, oltre che l'insieme degli elementi dell'armamento. A questa fase appartiene anche il più consistente gruppo di sepolture maschili dotate di elmo di bronzo e ferro.
Chiudono la sala le ricostruzioni di due sepolture, esemplificative della composizione dei corredi nei due casi del rito funerario dell'incinerazione e della inumazione.
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