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Augusto Murri
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Nell'epoca del positivismo la medicina, a partire dalla seconda metà del XIX secolo, abbandona le antiche ipotesi metafisiche: si delineano nuovi orientamenti patogenetici in campo clinico fondati sull'affermarsi dell'anatomia patologica, dell'istologia, della microbiologia, della fisiopatologia sperimentale. Fra i massimi esponenti di questo rinnovamento sta Augusto Murri (1841 -1932). Laureatosi a Firenze, dopo studi di specializzazione a Parigi e Berlino, nel 1875 fu chiamato alla cattedra di clinica medica a Bologna (dove fu anche rettore, prima di diventare deputato al parlamento italiano nel 1891). Murri si affermò con i suoi studi sulla febbre (1873-1884), quindi con studi sulle lesioni cerebrali e cerbellari, sulla emoglobinuria da freddo, sull'organotopia e l'insufficienza ghiandolare, sul meccanismo di compenso fisiopatologico (Legge di Murri). I suoi Scritti medici (1902) e le Lezioni di clinica medica (1908), gli hanno assicurato un posto preminente non solo tra i clinici ma anche tra i filosofi della scienza contemporanei. |