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Calcolare il presente, formulare il futuro
Introduce il Magnifico Rettore Fabio Roversi Monaco
Il Dipartimento di Matematica per le Scienze Economiche e Sociali dell'Università di Bologna è nato con lo specifico intento di interpretare con i numeri e le loro leggi la realtà e le sue trasformazioni, ricavandone nuove leggi e creando modelli che si dimostrino di una concreta utilità.
La sua è una matematica, quindi che ci coinvolge tutti e dentro cui tutti viviamo. Una matematica che calcola il presente e formula il futuro nei settori più determinanti della conoscenza e dell'attività umana: ambiente e risorse, finanza e assicurazioni, evoluzioni sociali e culturali, cicli economici e di mercato, ottimizzazione dell'equilibrio.
Questa matematica cessa di essere un'astrazione e diviene uno strumento solo se vive dentro alla stessa realtà che studia, solo se riesce a parlarci ed ascoltarci, solo se riesce a motivare, con cifre e risultati, le nostre scelte, cifre che misurino rischi, numeri che prospettino opportunità.
Questa è la ragione per cui abbiamo voluto questo primo convegno ed il motivo per cui crediamo che sia di notevole interesse per quegli enti pubblici e privati, le associazioni, i sindacati, le imprese o i liberi professionisti che osservando il presente già vivono il domani.
Relazioni
KEYNES E LA PROBABILITA'
Del Prof. Stefano Alliney
J. M. Keynes è noto al pubblico come il grande economista che, negli anni '30, analizzò criticamente i meccanismi del capitalismo e ne propose una serie di "correttivi". La sua influenza, diretta e indiretta, sul pensiero politico-economico europeo è talmente profonda, che molte delle sue tesi, un tempo viste come eterodosse, oggi sono entrate nel cosiddetto "pensiero quotidiano". Qui però vogliamo analizzare un aspetto (a torto ritenuto secondario) del pensiero keynesiano: la sua teoria "logica" della probabilità.
Il "Trattato sulla Probabilità" di Keynes è un'opera sfaccettata e - se si vuole - assai poco strutturata, ma proprio per questo ricca di stimoli e suggestioni. Va ricordato che al tempo del "Trattato" keynesiano non esisteva ancora la formulazione assiomatica di Kolmogarov, oggi largamente accettata. Keynes, tuttavia, segue un percorso assai meno formalizzato, che si lega alle correnti di pensiero "intuizioniste" della prima metà del XX secolo.
Si tratta, in conclusione, di uno schema epistemologico assai flessibile, che riesce a conciliare l'unicità irripetibile del soggetto con i criteri razionali di comportamento sociale del soggetto stesso. Un approccio, quindi, oggi più che mai attuale, e che meriterebbe qualche ulteriore riflessione in un'epoca - come quella presente - di riflessione critica e di mutamento (istituzionale, economico, sociale).
VARIETA' INFERENZIALE.CRITERI DI RAZIONALITA'
ECONOMIE DELLA CONOSCENZA'
Del Prof. Roberto Scazzieri
L 'ipotesi di razionalità è elemento costitutivo degli schemi di teoria economica, sia nella formula della razionalità soggettiva (8 strumentale) caratteristica dei modelli puri di allocazione delle risorse, sia nella forma della razionalità oggettiva caratteristica dei modelli puri di produzione e apprendimento.
Recenti sviluppi in ambiti quali analisi economica. logica fondamentale, linguistica, scienze cognitive hanno messo in evidenza la varietà dei processi di formulazione della conoscenza indiretta e lo stretto collegamento esistente tra conoscenza diretta, modelli di razionalità, formazione delle decisioni.
Le decisione economiche possono essere "giustificate" in base a criteri alternativi di razionalità, e questi ultimi sono spesso fondati su premesse cognitive assai distanti fra loro. l modelli di conoscenza fondano criteri di razionalità, e la varietà delle procedure inferenziali è alla base defla varietà di criteri sulla cui base è possibile (in linea di principio) giustificare decisioni razionali. Obiettivo della relazione è esplorare il concetto di .varietà inferenziale" e mettere in risalto le sue principali conseguenze per quanto riguarda la diversità dei possibili criteri di coordinamento economico fra soggetti.
In particolare, lo studio della varietà inferenziale può costituire terreno privilegiato per l'analisi delle economie della conoscenza. In questo caso, infatti, la struttura delle interazioni è direttamente connessa alle caratteristiche degli schemi mentali e questi ultimi possono condurre ad una significativa varietà di combinazioni per quanto riguarda processi di apprendimento e processi di coordinamento.
Programma
Lunedi' 16/10/2000
9.00 Registrazione convenuti - Caffe'
9.30 Apertura lavori. Saluto del Magnifico Rettore
10.00-10.45 R. Scazzieri "Spazi concettuali e varieta' di inferenza"
11.00-11.45 S. Alliney "Keynes e la probabilita' intuitiva"
12.00-13.00 Discussione informale
13.15 Lunch
15.00-15.45 Presentazione sistema Data - Warehouse (in collaborazione con CINECA)
16.00-17.30 Relazione: S. Alliney "Sull'utilizzo di risorse non rinnovabili - Un modello matematico"
Discussione: Gianfranco Bologna, Pier Ugo Calzolari, Alberto Clo', Roberto Scazzieri.
Martedi' 17/10/2000
9.30-10.30 Comunicazioni scientifiche
10.30-11.00 Caffe' e discussione informale
11.00-12.00 Comunicazioni scientifiche
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